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Cattedrale
delle cattedrali

· Focus/ Il rogo di Notre-Dame ·

Tutti noi abbiamo visto cento volte, mille volte, Notre-Dame de Paris dal quai de la Tournelle. Grazia e maestà, luce e audacia, nell’incomparabile scenario della Senna, dei quai, del grande cielo dell’Île-de-France. Ma bisogna anche dire che fa parte della storia e della vita dei cristiani e dei francesi.

La rivelazione gotica

Se Notre-Dame de Paris appare come “la cattedrale della Francia” è perché Parigi è diventata la nostra capitale. Eppure, in origine, la diocesi di Parigi è una diocesi secondaria. Sono l’abituale soggiorno del re a Parigi e lo sviluppo dell’università, la prima d’Occidente, a darle importanza.

Nel 1163 il vescovo Maurice de Sully pone la prima pietra di un nuovo edificio il cui stile e le cui dimensioni saranno conformi al destino che è toccato a Parigi. Il cantiere si conclude nel 1258 con i rosoni dei transetti. C’è voluto un secolo, ma per una cattedrale è un tempo breve! Soprattutto una cattedrale di queste dimensioni: lunga 128 metri e larga 48,33 metri sotto ogni volta, fino a ieri, 1300 metri di telaio di quercia, ossia 21 ettari di foresta...

Maurice de Sully e i mastri costruttori avevano voluto un monumento dell’“arte francese”, l’opus francigenum nato nell’Île-de-France e in Piccardia. Hanno fatto molto di più: un capolavoro di purezza e di luce che sarà copiato in tutta Europa.

La scena della storia

Da quel momento in poi la “grande storia” si ospita a Notre-Dame. Nel 1239 san Luigi vi depone le reliquie della Passione di Cristo. Nel 1431 gli inglesi, che hanno preso Parigi, vi incoronano il giovane Enrico vi, ma dal 1437 Carlo VII, vittorioso, fa cantare la sua azione di grazie a Notre-Dame. Ed è a Notre-Dame che si svolge nel 1456 il processo di riabilitazione di Giovanna d’Arco.

I secoli seguenti sono un po’ più felici. Nel 1558 il futuro Francesco ii sposa a Notre-Dame Maria Stuarda, la regina di Scozia, e nel 1572 Margherita di Valois si sposa lì con il re di Navarra, il futuro Enrico iv, che il 22 marzo 1594 vi celebrerà la sua conversione al cattolicesimo e la sua vittoria.

Sotto Luigi XIII e Luigi XIV Notre-Dame è la chiesa delle conquiste e degli eroi. Nel 1660, in occasione del matrimonio di Luigi XIV, il duca di Lussemburgo porta talmente tanti vessilli nemici per ornare la cattedrale da meritarsi il soprannome glorioso di “tappezziere di Notre-Dame”. Il visconte di Turenne vi abiura il protestantesimo nel 1668, Bossuet vi pronuncia l’elogio funebre del Grand Condé nel 1687.

La Rivoluzione comincia con un Veni Creator a Notre-Dame il 4 maggio 1789, ma quel che seguirà sarà un disastro. Quando viene restituita al culto, nel 1802, è in pessimo stato, al punto che si pensa di demolirla. Gli architetti Lassus e Viollet-le-Duc dal 1845 al 1864 eseguono un restauro esemplare secondo una concezione nuova del monumento isolato, aperto su ogni lato, che non ha nulla di medievale. Tuttavia lo spettacolo di questo edificio posto sull’acqua come un gioiello su un espositore è una meraviglia senza eguali.

La chiesa nazionale

Notre-Dame occupa un posto sempre più importante nella storia della Francia con l’incoronazione di Napoleone i, il matrimonio di Napoleone III nel 1853 e una lunga serie di esequie nazionali. È ormai evidente che, senza che nessuno l’abbia deciso, la “chiesa nazionale” della Francia è Notre-Dame de Paris.

Notre-Dame è soprattutto la chiesa trionfale dei Te Deum, in particolare quello del 17 dicembre 1918, vittoria nazionale e miracolo per Parigi, che è stata risparmiata per un soffio, e quello del 26 agosto 1944, quando sui quai si ode ancora il sibilo dei proiettili. Se la Francia, dopo la Rivoluzione, non smette di dividersi riguardo alla religione e al suo posto nella vita comune, la cattedrale di Parigi appare tuttavia come il luogo delle riconciliazioni, dove gli avversari di un tempo trovano, con la pace, una verità superiore. Notre-Dame, chiesa della nazione, viene visitata due volte da Giovanni Paolo II e nel 2008 da Benedetto XVI.

Notre-Dame è dei parigini e del mondo intero. Quale chiesa è stata cantata, dipinta e filmata tanto quanto Notre-Dame? C’è la Notre-Dame dei pittori, Monet, Jongkind, Marquet, Matisse... C’è la cattedrale delle commedie musicali. La cattedrale di Gustave Doré, nera, fitta, terribile, e la stessa rivista da Hollywood (con Gina Lollobrigida!) o da Walt Disney. La cattedrale dei topografi, perché il punto zero delle strade della Francia, a partire dal quale si determina la distanza di tutte le città, si trova nel sagrato di Notre-Dame. La cattedrale letteraria, quella di Victor Hugo, e soprattutto quella degli scrittori per i quali evocare la cattedrale di Parigi è preghiera, come François Villon, Charles Péguy e Paul Claudel.

La nave sovrana

Notre-Dame de Paris, l’ho già detto, è una sopravvissuta. È già andata in fiamme. Diverse volte. È stata saccheggiata, ha sfiorato il crollo. Se si paragona una cattedrale a una nave, allora è un’imbarcazione d’alto mare, che attraversa le tempeste e le vince. Una nave sovrana. Notre-Dame de Paris, il suo popolo e la sua nazione, hanno già affrontato molte tragedie. E a Notre-Dame il popolo e la nazione intoneranno ancora molti Magnificat.

di Yves Combeau

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