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Catastrofi, scandali e debolezze

Quando Hollywood inventa i presidenti

Nel film di Spielberg vediamo un presidente il cui carisma è talmente forte da non dover nemmeno essere presente durante una votazione decisiva. Si tratta dunque di un’immagine altamente rispettosa, celebrativa pur essendo credibile e umana, di ciò che è stato Lincoln e di cosa ha rappresentato per la storia americana nel suo momento più delicato. Un’immagine che sul grande schermo abbiamo ritrovato non soltanto negli altri film che parlano dell’uomo che ha abolito la schiavitù, ma, salvo rare eccezioni, anche in quelli che parlano degli altri presidenti americani realmente esistiti.

Ben diversa, anzi quasi totalmente opposta, è viceversa l’immagine che il cinema hollywoodiano restituisce del presidente come personaggio di finzione. Tanto da avallare la ben nota tesi sostenuta dai detrattori del sistema statunitense, secondo cui quest’ultimo è costituito da un insieme di poteri talmente autonomi da essere spesso contrapposti, e tenuti insieme il più delle volte soltanto da un pericolo esterno, e dalla paura di esso.Tutto il sottogenere più recente dei film catastrofici sembra veicolare proprio quest’ultimo concetto. A differenza del presidente visto in passato in Dr. Strangelove (“Il dottor Stranamore”, 1964), simpaticamente naïf persino di fronte alla prospettiva di una terza guerra mondiale, in film come Independence Day (1996), Deep Impact (1998) o 2012 (2009) vediamo presidenti che contro la catastrofe si ergono a ultimo baluardo non soltanto degli Stati Uniti, ma, idealmente, di tutto il mondo occidentale.

Appena però non si tratta di dover fronteggiare cataclismi, terroristi, assalti alieni, e la prospettiva torna dunque a essere quella tutta interna al sistema nazionale, vediamo come l’autorevolezza del presidente rischi di sgretolarsi facilmente, anche sotto le tonalità rosee della commedia.

La rappresentazione di un mondo politico poco cristallino la troviamo poi nei film che si concentrano maggiormente sulla campagna elettorale che precede la proclamazione. I tentativi di manipolazione dell’opinione pubblica, gli insabbiamenti di scomode verità, gli scandali veri e quelli inventati ad hoc, descrivono un sottobosco dove niente è come appare poi sulla superficie aspra ma rispettabile dello scontro politico.

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21 novembre 2018

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