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Catastrofe umanitaria

· In Libano il prefetto della Congregazione per le Chiese orientali denuncia il dramma di Aleppo ·

Si ripercuote anche sul Libano il dramma dei conflitti che sconvolgono i Paesi mediorientali come Siria e Iraq: in particolare con l’arrivo di migliaia di persone in fuga che nel Paese dei cedri hanno trovato ospitalità. Lo ha sottolineato il cardinale Leonardo Sandri, che sabato 8 ottobre ha conferito l’ordinazione episcopale al francescano conventuale Cesar Essayan, nominato dal Papa vescovo titolare di Mareotes e vicario apostolico di Beirut.

Durante il rito, celebrato nella cattedrale di san Giuseppe, a Beirut, il prefetto della Congregazione per le Chiese orientali ha ricordato come il vicariato della capitale libanese sia stato distaccato nel 1953 da quello di Aleppo. E ciò «spinge a levare ancora più intensa la preghiera per i fratelli che vivono da anni il dramma della guerra» nella martoriata città siriana, dove è in corso «una vera e propria catastrofe umanitaria di cui dovranno rispondere dinanzi a Dio — come aveva detto pochi giorni prima il Pontefice — tutti i responsabili diretti e indiretti: da chi semina distruzione e violenza, ai trafficanti di morte attraverso il mai sazio mercato delle armi».

Ricordando che il nuovo vescovo è chiamato a essere la guida della Chiesa latina in Libano e il “compagno di viaggio” delle Chiese patriarcali cattoliche e delle altre comunità cristiane, il cardinale Sandri ha esortato tutti i presenti a essere sale della terra e luce del mondo. «Nella società libanese — ha detto — la luce e la fiamma della vostra comune testimonianza a Cristo dovrà bruciare ogni contesa e diatriba», spegnendo qualsiasi atteggiamento che «metta al di sopra l’interesse di parte piuttosto che il bene comune», anche «nella vita sociale e politica del Paese». 

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26 marzo 2019

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