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Case
al posto di cannoni

· Iscritta nella lista dell’Unesco l’opera di Le Corbusier ·

L’opera di Le Corbusier, come quella dei grandi architetti che hanno cambiato il corso della storia, fa parte del patrimonio dell’umanità ed è giusto che questa verità venga proclamata e che questo patrimonio venga tutelato con ogni mezzo possibile. Naturalmente questo deve essere un primo passo al quale dovranno seguire quelli che consacreranno il contributo al rinnovamento dell’architettura come Frank Lloyd Wright, Walter Gropius, Ludwig Mies van der Rohe e Giuseppe Terragni.
Le Corbusier ha interpretato con la sua architettura e con il suo pensiero teorico il bisogno di superare l’architettura eclettica e il classicismo accademico aprendo un capitolo nuovo caratterizzato dalla volontà di modificare attraverso l’architettura la società stessa per migliorare la vita degli uomini. Le Corbusier, dopo il periodo giovanile in cui sposò gli ideali del regionalismo completò la sua formazione con una serie di viaggi dedicati a una rilettura poetica, attraverso il disegno, della grande eredità dell’architettura europea e del Medio oriente.
Coraggiosamente poi fondò a Parigi «L’Esprit nouveau», una rivista che predicava l’azzeramento dei codici architettonici limitato drasticamente a quello della geometria euclidea con l’intento di dimostrare che l’unico modo per salvare l’eredità del passato era quello di dimenticare le sue forme e di riviverla nello spirito.Le Corbusier, La cappella di Notre-Dame du Haut di Ronchamps (1955)Maestro del razionalismo contribuì più di ogni altro architetto a diffonderlo in tutto il mondo attraverso la sua vis polemica e la chiarezza delle idee.
Il capolavoro del periodo razionalista è la villa Savoye, una casa in cui spazio interno e spazio esterno si intrecciano mirabilmente.
Il suo progetto per la sede della Società delle Nazioni a Ginevra fu incredibilmente bocciato nel concorso internazionale con la scusa che non era disegnato secondo le regole stabilite. L’opera rimane un ammonimento alle giurie del futuro per evitare errori così clamorosi.
Nel dopoguerra fu il primo dei maestri a fare una profonda autocritica riconoscendo l’importanza di un ricorso esplicito alla memoria per arrivare a un’architettura capace di risolvere i grandi problemi del mondo diviso dalle civiltà e trasformato dalla tecnica.
Nacquero così opere come la Maison Jaoul il convento di La Tourette la città di Chandigarh, capitale del Punjab, in cui il suo vocabolario si arricchisce di nuovi elementi riallacciandosi alla storia.
Laico di formazione ed erede di una famiglia calvinista Le Corbusier è l’autore di una delle più belle chiese del Novecento, la cappella di Nostra Signora di Ronchamp in cui la preghiera dedicata alla Vergine ha voluto che fosse incisa sulle vetrate con la sua calligrafia inconfondibile; segno, la cappella di Ronchamp, non di una conversione ma della intuizione che i valori della laicità possono e devono convergere con quelli della fede cristiana in un orizzonte di giustizia e di pace.
Negli anni Trenta il suo motto era «Dei cannoni? No, delle case!». Più tardi vicino alla morte scrisse che il tentativo portato avanti lungo tutta la sua vita era stato quello di fare della casa il tempio della famiglia.

di Paolo Portoghesi

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16 settembre 2019

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