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Caschi blu dello spirito

· L’incontro di preghiera per la pace sui media internazionali ·

I media internazionali hanno commentato l'incontro di preghiera per la pace che si è svolto in Vaticano.«Quando il successore di Pietro — scrive Enzo Bianchi su «la Repubblica» del 9 giugno — chiede alla Chiesa di pregare, le chiede di essere conseguente più che mai con la propria fede, di stare nella storia con le armi che le sono proprie, le armi salvifiche dell’intercessione, le chiede di stare nel mondo senza essere mondana.

E quando il vescovo di Roma osa chiedere a uomini politici di altre fedi di unirsi a lui e agli altri cristiani per innalzare preghiere all’unico Dio e per invocarne il perdono, non compie un passo diplomatico, ma si pone come fratello accanto a loro, per essere assieme a loro intercessori presso Dio e, da quella posizione così ardua, insieme offrire ai contendenti e alle vittime un segno di speranza, di coraggio e di fiducia nelle capacità umane di rifuggire il male e scegliere il bene comune». Le cronache dell’incontro sono estremamente dettagliate sulla stampa internazionale, così come è ampio il ricorso alle immagini per raccontare quanto è accaduto domenica sera: la successione dei gesti è già di per sé eloquente di questo «giorno di preghiera — come scrivono Jim Yardley e Jodi Rudoren sul «New York Times» — tutto focalizzato sull’unità». Il settimanale «Time» è del resto convinto che la cerimonia di domenica abbia invertito la diplomazia medio-orientale, che per solito richiede prima un accordo e poi una celebrazione solenne.

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21 agosto 2019

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