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Casa Bianca: si indaga
su presunti insabbiamenti

· Avanza l’inchiesta legata alla procedura di impeachment contro il presidente Trump ·

L’inchiesta per avviare la procedura di impeachment nei confronti del presidente degli Stati Uniti, per quello che è stato definito il “Kievgate”, sta compiendo i primi passi. La Casa Bianca, stando a quanto riportato dal New York Times, è stata accusata di aver cercato di nascondere le informazioni, rese note da una talpa, legate alla conversazione telefonica in cui Trump ha chiesto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky il “favore” di indagare su Joe Biden. Sui contenuti della telefonata si basa infatti la possibile procedura di impeachment nei confronti del presidente Donald Trump, per abuso di potere e violazione della Costituzione, annunciata nei giorni scorsi dalla speaker della Camera, Nancy Pelosi.

Joseph Maguire, direttore ad interim del National Intelligence, l’agenzia cui rispondono i servizi segreti Usa, è stato chiamato a testimoniare davanti alle Commissioni Intelligence di Camera e Senato. Dovrà spiegare perché l’agenzia americana abbia deciso di non consegnare al Congresso quanto denunciato dall’informatore più di un mese fa all’ispettore generale, Michael Atkinson, e pubblicato mercoledì dalla Commissione Intelligence della Camera. Maguire aveva ricevuto il testo il 26 agosto da Atkinson, e all’inizio di settembre aveva risposto allo stesso ispettore generale che il documento non rientrava nei parametri di «preoccupazione urgente» perché non presentava accuse verso membri dell’Intelligence o verso l’attività investigativa. Al momento Maguire ha spiegato alla commissione di non aver proceduto perché di mezzo vi era il presidente statunitense, e una questione di «prerogative esclusive» della Casa Bianca. Ciò avrebbe spinto il capo degli 007 a inoltrare il tutto al dipartimento di giustizia, che ancora il 24 settembre scorso rifiutava di considerare materia urgente la denuncia.

Dal documento, redatto dall’informatore, la cosiddetta “talpa”, il 12 agosto e arrivato solo negli ultimi giorni ai presidenti delle commissioni Intelligence di Camera e Senato, Adam Schiff e Richard Burr, emerge il timore che Trump stesse «usando il suo potere per sollecitare interferenze da un paese straniero nelle elezioni americane del 2020».

Nella denuncia, di cui due paragrafi sono stati censurati, l’informatore sostiene di non essere stato direttamente testimone della conversazione tra Trump e Zelensky — secondo lui ascoltata da una decina di funzionari della Casa Bianca — ma di aver ricevuto le informazioni da vari funzionari nell’ambiente dell’intelligence e del governo degli Stati Uniti. In un punto successivo dell’informativa denuncia che nei «giorni seguenti alla telefonata» ha «appreso da molti funzionari governativi che esperti della Casa Bianca erano intervenuti per blindare tutte le registrazioni della conversazione, specialmente la trascrizione parola per parola della chiamata. Questo genere di azioni indica, secondo me, che i funzionari della Casa Bianca avevano compreso la gravità di ciò che era emerso».

L’avvocato personale di Donald Trump, Rudy Giuliani, parlando alla Cnn ha affermato di non essere «a conoscenza di nessuna delle stupidaggini» contenute nella denuncia della talpa sulla telefonata del 25 luglio, definendo l’accusa una «totale assurdità».

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19 gennaio 2020

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