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Caro Longhi.
Caro Morandi

· A cinquant’anni dalla morte del pittore una mostra ricorda la sua amicizia con il grande storico dell’arte ·

Nel cinquantesimo dalla morte di Morandi, fino al 22 giugno presso la Fondazione Longhi sulle colline che circondano Firenze, è allestita la mostra Giorgio Morandi Roberto Longhi. Opere Lettere Scritti, realizzata grazie alla generosa collaborazione della Collezione Merlini e curata da Maria Cristina Bandera. 

Lo storico dell'arte Roberto Longhi

Una mostra fatta di poche ma eccellenti opere, discreta come i due protagonisti a cui è dedicata.

Come il titolo suggerisce, intorno al percorso espositivo è stata ricostruita la memoria di una pagina fondamentale della storia dell’arte contemporanea, narrata dalle voci in dialogo del critico e del pittore, Longhi e Morandi. Una storia di persone, legate da reciproca stima; nelle lettere si chiamavano per cognome e non venivano meno all’uso ottocentesco del Lei, ma il loro fu un rapporto intenso degno del «De amicitia» di Cicerone. "Io sono stato l’ultimo laureato (nel luglio del 1964) di Roberto Longhi, il maestro che mi ero scelto" racconta il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci, "Dovessi stringere in sintesi l’essenza del suo magistero accademico - continua Paolucci - direi che ci insegnava, insieme, la immedesimazione e la mimesi. Cioè la capacità di entrare da scienziati nell’opera d’arte e poi di raccontarla con le parole. Ai seminari di attribuzione Roberto Longhi dava a noi, suoi allievi, le carte di un gioco crudele e affascinante. 

Giorgio Morandi

Erano foto in bianco e nero, dettagli di opere d’arte; la schiena di qualche martire manierista, il profilo di una santa gotica, un truce personaggio ad evidenza caravaggesco, forse Valentin, forse Manfredi, chissà? Noi dovevamo indovinare l’opera e l’autore o almeno inquadrare l’epoca e lo stile. Erano sconfitte brucianti e, qualche rara volta, successi che scaldavano il cuore. Eppure tutti noi quando uscivamo esausti da quel gioco al massacro, sapevamo di aver capito qualcosa e di essere diventati, almeno un poco, più bravi"

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20 marzo 2019

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