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​Carità
sotto sorveglianza

· ​Discusso provvedimento in India del ministero dell’Interno ·

Il Governo indiano ha posto sotto sorveglianza la Caritas locale perché avrebbe violato la legge sul finanziamento da fondi esteri, sostenendo e sovvenzionando, come altre organizzazioni (Greenpeace, Fondazione Ford), gruppi che svolgono attività politica «contro l’interesse nazionale». La notizia, apparsa giorni fa sul quotidiano «The Indian Express», è stata confermata martedì scorso alla France Presse da un responsabile del ministero dell’Interno e dei Media e poi ripresa dal quotidiano «la Croix». 

Per questo motivo Caritas India (assieme alla Catholic Bishops’ Conference of India) è stata dunque inserita in una lista di organizzazioni che dovranno ricevere semaforo verde dal Governo prima di poter nuovamente disporre dei conti bancari, al momento bloccati.
«La legge sul finanziamento attraverso fondi esteri è stata chiaramente infranta», ha dichiarato genericamente il funzionario coperto da anonimato, citando come esempio il sovvenzionamento di gruppi che avevano manifestato contro la centrale nucleare di Kudankulam, nello Stato di Tamil Nadu, costruita con l’aiuto della Russia. Al riguardo Michel Roy, segretario generale di Caritas Internationalis, sentito da «la Croix», ha spiegato che il pretesto di porre l’organizzazione cattolica sotto sorveglianza è legato proprio alla costruzione della centrale. Il progetto, partito nel 2011, riguarda il territorio della diocesi di Tuticorin e ha incontrato la viva opposizione delle autorità cattoliche locali. «Il vescovo Yvon Ambroise, ex direttore di Caritas India, ha denunciato lo spostamento forzato delle popolazioni dal sito dove è costruita la centrale nucleare, oltre al rischio per l’ambiente», ha ricordato Roy. Oltre a ciò verrebbe rimproverato alla Caritas e ai vescovi indiani la solidarietà mostrata nei confronti dei dalit, gli “intoccabili” esclusi dal sistema delle caste; atteggiamento che non sarebbe piaciuto ai nazionalisti indù, in particolare nello Stato di Gujarat dove è al potere il Bharatiya Janata Party, partito fautore di una politica nazionalista e di difesa dell’identità induista.

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