Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Carità e vangelo della famiglia

· Messaggio alla convention dei cavalieri di Colombo ·

Gratitudine per l’impegno «a proclamare il vangelo della famiglia» — alla vigilia dell’incontro mondiale di Dublino — e a sostegno dei cristiani del Medio oriente che «sopportano pregiudizi e persecuzioni per la loro fede» è stata rinnovata dal Papa ai cavalieri di Colombo in occasione della convention annuale svoltasi dal 7 al 9 agosto a Baltimora. Nell’arcidiocesi primaziale degli Stati Uniti d’America duemila eredi spirituali del venerabile padre Michael McGivney — in rappresentanza dei quasi due milioni oggi presenti in tutto il mondo — si sono riuniti per la centotrentaseiesima volta, scegliendo quest’anno come motto «Cavalieri di carità».

In un messaggio in lingua inglese al cavaliere supremo Carl A. Anderson, firmato dal cardinale segretario di stato Pietro Parolin, il Pontefice rievoca il carisma fondazionale e la ragguardevole storia dell’ordine, con «il legame inscindibile di fede e carità» che portò i primi cavalieri a lavorare per una società fraterna attraverso la formazione cristiana e il sostegno reciproco dei membri. Una realtà ancora attuale, fa notare il messaggio pontificio, visto che «ai nostri giorni, il Santo Padre» chiede a tutta la Chiesa una rinnovata coscienza della «nostra responsabilità di essere custodi gli uni degli altri e di vivere concretamente la fede che si esprime attraverso l’amore». E nel farlo, attraverso la recente esortazione apostolica sulla chiamata alla santità, «Francesco ha parlato delle beatitudini come della “carta d’identità” che mostra che siamo veri seguaci di Cristo». Del resto, nel discorso della montagna «si delinea il volto del Maestro, che siamo chiamati a far trasparire nella quotidianità della nostra vita» (Gaudete et Exsultate, 63), in special modo attraverso l’amorevole sollecitudine per il più piccolo dei fratelli e delle sorelle. «I grandi santi, la cui imitazione di Cristo continua a ispirarci — prosegue il messaggio — univano quotidianamente fede, preghiera e carità pratica».

Per tale motivo, il Papa «incoraggia gli sforzi perseveranti dei cavalieri di Colombo, a tutti i livelli, per testimoniare l’amore di Dio attraverso l’amore concreto e la solidarietà per i poveri e i bisognosi». Da qui l’elogio per «gli innumerevoli atti di carità intrapresi spesso in modi silenziosi» dai membri dei Councils — le articolazioni locali dell’ordine — che «mostrano la verità delle parole di madre Teresa di Calcutta»: Dio «si abbassa e si serve di noi, di te e di me, per essere suo amore e sua compassione nel mondo... Lui dipende da noi per amare il mondo e dimostrargli quanto lo ama» (Gaudete et Exsultate, 107). Con la speranza espressa dal Pontefice che il programma dei cavalieri “Faith in action”, con l’aggiunta dell’altra iniziativa “Helping hands”, portino i frutti di una carità creativa sempre più adattata alle nuove forme di povertà e di bisogno umano che emergono nella società odierna.

In particolare il messaggio fa riferimento delle famiglie: infatti, mentre si prepara a recarsi in Irlanda per l’incontro mondiale, il Papa ringrazia i cavalieri di tutto il mondo per il loro «incoraggiamento agli uomini nella loro vocazione di mariti e padri cattolici e la loro difesa della natura autentica del matrimonio e della famiglia all’interno della società». E confida che essi continueranno a fornire guida e sostegno soprattutto ai giovani, «che in un mondo pieno di luci contrarie al Vangelo, cercano di rimanere fedeli discepoli di Cristo e fedeli figli della Chiesa».

Infine, Francesco loda la carità dell’ordine «verso i nostri fratelli e sorelle» cristiani perseguitati in Medio oriente e chiede di continuare a pregare per la pace nella regione, la conversione dei cuori, il dialogo e la giusta risoluzione dei conflitti.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

23 ottobre 2018

NOTIZIE CORRELATE