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Carità del Papa
per le vittime della siccità

· L’iniziativa resa nota dal nunzio apostolico in Lesotho ·

Papa Francesco ha donato quattrocentomila dollari al governo del Lesotho per affrontare l’emergenza siccità che ha colpito il Paese e tutta l’Africa del sud a causa di El Niño. Lo ha riferito alla testata giornalistica online «African Independent» il nunzio apostolico Peter Bryan Wells, che nei giorni scorsi ha presentato al re Letsie iii le lettere credenziali per l’inizio della sua missione diplomatica.

Si tratta di un gesto particolarmente significativo. Perché — ha spiegato l’arcivescovo, che è anche rappresentante pontificio in Sud Africa, Botswana, Namibia e Swaziland — è «molto insolito» che il Papa consegni donazioni di questo tipo direttamente ai governi, in quanto le procedure standard della Santa Sede in caso di catastrofi, prevedono offerte fatte tramite agenzie come Caritas internationalis o le Conferenze episcopali locali. Secondo il nunzio in questo caso però «il Papa ha colto questa opportunità per dimostrare che sosteniamo effettivamente quello che diciamo, non diamo semplicemente insegnamenti vuoti».

Ciò ha suscitato l’attenzione del Pontefice — ha spiegato l’arcivescovo di Maseru, Gerard Tlali Lerotholi — e la sua risposta è stata immediata. Il contributo dovrebbe essere ora girato alla Conferenza episcopale locale, in modo che attraverso progetti speciali la Chiesa cattolica nel Lesotho possa aiutare ad alleviare gli effetti della siccità. «Faremo frequenti visite per verificare come il governo e la Chiesa locale utilizzino il denaro e per capire ciò che può essere di ulteriore aiuto», ha detto monsignor Wells, che ha poi ricordato gli appelli rivolti dal Pontefice a tutta la comunità internazionale per una maggior consapevolezza dei danni che sono stati arrecati all’ambiente e in particolare delle loro conseguenze sui poveri e gli emarginati.Del resto in Lesotho gli effetti di El Niño hanno provocato scarsità d’acqua, fame, malattie e di conseguenza una crisi economica che ha messo in ginocchio la regione meridionale dell’Africa, la quale è anche l’epicentro della pandemia di Hiv/Aids. In particolare in Lesotho, la siccità indotta da El Niño ha innescato un calo del 62 per cento nella produzione agricola durante l’ultima stagione, condannando alla fame oltre cinquecentomila persone in tutti i dieci distretti del Paese. Al punto che il 22 dicembre 2015 il primo ministro Pakalitha Mosisili ha dichiarato lo stato di emergenza.

«Papa Francesco ha un affetto molto speciale per l’Africa, in particolare per i Paesi più piccoli che devono combattere contro particolari difficoltà» ha commentato il presule. Da parte sua il sovrano del Lesotho ha espresso la propria gratitudine per il contributo che la Chiesa cattolica ha fatto, in particolare nei settori della sanità e dell’istruzione.

Secondo l’arcivescovo Wells, il Papa è a conoscenza dell’instabilità politica e delle polemiche che hanno afflitto il Paese. E in proposito il nunzio ha espresso ad «African Independent» la speranza della Chiesa che attraverso la riconciliazione, il dialogo e risoluzioni pacifiche queste difficoltà possano essere superate. Gli ha fatto eco monsignor Lerotholi ricordando che «come Chiesa cattolica, in collaborazione con i membri del Consiglio cristiano del Lesotho», è stato «avviato un dialogo per il ritorno dei leader dell’opposizione in esilio. E ancora oggi — ha concluso — ribadiamo che siamo pronti ad assistere il Paese per questa e per tutte le altre iniziative di pace».

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07 dicembre 2019

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