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Carità creativa

· ​Opus del seminario francese di Roma per l’anno della misericordia ·

Farsi «eco della Parola di Dio, che risuona forte e convincente come una parola e un gesto di perdono, di sostegno, di aiuto, di amore» (Misericordiae vultus n. 25). È l’esortazione di Papa Francesco, nella bolla d’indizione per il Giubileo, all’origine del progetto artistico della comunità del Pontificium Seminarium Gallicum (PSG). 

E proprio il tema dell’anno santo costituisce il filo conduttore dei sedici brani registrati a cappella per l’album Misericordia in aeternum, rilasciato oggi 16 settembre. Forte dall’affermazione ricorrente di Papa Francesco secondo cui «la carità è creativa», l’intera comunità è stata coinvolta nel progetto diretto da Hervé Lamy, tenore professionista. L’opus intende rispecchiare la tradizione musicale del PSG, che propone una combinazione di diversi generi ed epoche, dagli antichi canti tradizionali a quelli più meditativi dei giorni nostri, con due composizioni originali dei seminaristi. I due cori polifonico e gregoriano, pilastri artistici per la registrazione dei canti, sono accompagnati anche da alcuni solisti, oltre che dall’intera assemblea mobilitata per l’occasione, per un totale di quarantotto voci. «Il disco comprende delle voci molto giovani, molto numerose e di grande qualità», sottolinea Igor Kirkwood, tecnico del suono del progetto. Infatti, aggiunge, «non esistono altri cori religiosi di cinquanta persone in Francia, e solitamente nei monasteri non c’è questa freschezza, questa verve, che sono state tanto preziose». L’album prodotto da Jade e distribuito dalla Warner è già oggetto di interesse internazionale ed è stato accolto con favore da diversi media francesi per la sua inedita dimensione professionale, che tende a trascendere gli ambiti cattolici. Il Seminario diretto dalla Conferenza episcopale francese ha già all’attivo un primo cd registrato nel 2003, Dans la force de l’esprit, e la rappresentazione dell’opera teatrale di Karol Wojtyła, Fratello del nostro Dio, nel 2014. (solène tadié)

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14 dicembre 2019

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