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​Carismi e discernimento

· Una riflessione sulle donne nella Chiesa ·

La domanda sul ruolo e sulla missione delle donne nella Chiesa è solo secondariamente un problema di pari opportunità, ma è primariamente e fondamentalmente una questione antropologico-teologica che tocca alla radice l’identità dell’uomo e della donna in quanto battezzati e credenti in Cristo. Sono passati venticinque anni da quando la Lettera apostolica di San Giovanni Paolo II Ordinatio sacerdotalis ha ribadito in modo definitivo «che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale» e appare oggi importante ripartire da quel testo per individuare le prospettive che si aprono per il futuro. 

Poco più di due anni fa (26-28 settembre 2016) la Congregazione per la dottrina della fede ha organizzato un simposio su «Il ruolo delle donne nella Chiesa» e, in quella occasione, alla presenza dell’allora prefetto, cardinale Müller, in un intervento dal pubblico, ho rilevato che Ordinatio sacerdotalis è stata finora pienamente attuata per la parte che riguarda il divieto, per le donne, di accedere al sacerdozio, ma che resta ancora molto da fare, partendo da qui, per individuare i concreti spazi che a esse si devono aprire nella Chiesa, in quanto differenti dagli uomini con i quali condividono, però, la medesima dignità battesimale.
La questione che si soleva riguarda l’esigenza di garantire alle donne la possibilità di esprimere pienamente le proprie capacità, nel rispetto delle loro attitudini, ma riguarda, ancora prima, la Chiesa stessa che non deve essere privata dell’apporto peculiare che le donne possono fornire.
Il tema centrale che deve essere affrontato è, quindi, quello della molteplicità e della diversità dei carismi (I Corinzi 12, 4-31), tutti indispensabili per l’originalità dell’insostituibile contributo che ciascuno può recare, ma si pone, allora, l’interrogativo sulle modalità dell’individuazione di tali carismi e affiora, in questo contesto, la centralità di quel processo che è il discernimento, sul quale Papa Francesco richiama costantemente l’attenzione e sul quale è tornato ampiamente anche il Documento finale del Sinodo sui giovani.
Proprio questo documento offre chiare indicazioni sulla natura e sulle finalità del discernimento, che, al di là della tematica dei giovani che esso affronta, sono applicabili anche al ruolo e alla missione ecclesiali delle donne.
In primo luogo, vi si trova una precisa definizione del discernimento cristiano che «corrisponde alla dinamica spirituale attraverso cui una persona, un gruppo o una comunità cercano di riconoscere e di accogliere la volontà di Dio nel concreto della loro situazione» (Documento finale n. 104), mentre, successivamente, l’attenzione è portata sui soggetti del discernimento affermando che «La coscienza di ogni credente nella sua dimensione più personale è sempre in relazione con la coscienza ecclesiale» (ibidem).
Tanto la Chiesa, quanto le donne stesse sono chiamate, pertanto, a discernere con un duplice movimento, volto, dapprima, a individuare gli specifici carismi delle donne e, immediatamente dopo, la possibilità del loro fruttuoso impiego nel contesto ecclesiale, senza che questa diversificazione comporti alcuna discriminazione o svalutazione perché l’innegabile differenza tra l’uomo e la donna è radicata nella medesima identità umana e battesimale.
Emerge in primo piano il valore della coscienza, altro tema su cui Papa Francesco porta insistentemente l’attenzione «perché è nella coscienza che si dà dialogo con Dio; uomini e donne, capaci di ascoltare la voce di Dio e di seguirla» (Papa Francesco, Angelus, 30 giugno 2013).
I primi soggetti riguardo al discernimento sul ruolo e sulla missione delle donne nella Chiesa sono, di conseguenza, le donne stesse che, nella loro coscienza cristianamente formata, sono chiamate a riconoscere con consapevolezza e lucidità i carismi dei quali sono portatrici, senza indulgere ad alcuna autosvalutazione, ma pienamente consce del loro valore di immagine di Dio in Cristo.
Ciascuna donna cristiana deve, cioè, saper cogliere quale contributo personale ella possa dare alla comunità ecclesiale, nella convinzione che la propria soggettualità femminile sia una risorsa dalla quale la Chiesa non può in alcun modo prescindere, superando quelle ancora persistenti forme di clericalismo alle quali molto spesso anche i laici aderiscono.
Tale discernimento da parte delle donne, tuttavia, deve essere attuato non in solitudine, ma nel pieno inserimento nella comunità, guidata dai pastori ai quali è chiesto con forza il pieno riconoscimento dei carismi femminili, vagliati con la disponibilità ad accogliere tutti quelli che lo Spirito concede alle donne.
Come si può agevolmente vedere il linguaggio non è quello della rivendicazione, da una parte, e della concessione, dall’altra, ma quello di un condiviso discernimento nel quale la dimensione personale e quella comunitaria riescano a integrarsi positivamente.
Come si è accennato introduttivamente, cioè, anche nella Chiesa si pone una questione di pari opportunità per le donne, ma tale questione non è quella prioritaria perché tocca solo l’aspetto umano della Chiesa e non va alla radice del suo spessore spirituale.
Affinché sia possibile pervenire a tale dimensione più profonda e caratterizzante è necessaria, come prima si è indicata, l’esigenza di superare il clericalismo, andare oltre rispetto a qualsiasi contrapposizione tra istituzione e carismi, contrapposizione non di rado utilizzata nel passato per l’emarginazione delle donne.
Da una parte, infatti, la Chiesa come istituzione deve riscoprire sempre di più il suo carattere anche inscindibilmente carismatico e, dall’altra, le donne, in quanto portatrici di specifici carismi, devono sentirsi ed essere riconosciute a pieno titolo come parte integrante e insostituibile dell’istituzione stessa.
La questione del ruolo e della missione delle donne nella Chiesa si configura così come quella di concorrere a costruire una Chiesa che, ogni giorno di più, sia fedele al mandato conferitole dallo Spirito.

di Giorgia Salatiello

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12 dicembre 2019

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