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​Carezza per i poveri

· ​Con le Caritas delle diocesi italiane Francesco ribadisce l’importanza del volontariato e incoraggia a proseguire nell’impegno di solidarietà verso gli immigrati ·

«I poveri sono la proposta forte che Dio fa alla Chiesa affinché cresca nell’amore e nella fedeltà»: è quanto ha sottolineato Papa Francesco parlando ai partecipanti al trentottesimo convegno nazionale delle 220 Caritas diocesane d’Italia, ricevuti nell’Aula Paolo VI giovedì mattina, 21 aprile. Dopo aver ricordato che i bisognosi aspettano «la carità,

Ghislaine Howard, «Accogliere lo straniero» (2015)

 cioè la “carezza” misericordiosa del Signore, attraverso la “mano” della sua Chiesa», il Pontefice ha tracciato una sorta di decalogo di come debba essere la misericordia — tema del giubileo e dei lavori congressuali — «nel mondo di oggi complesso e interconnesso»: una misericordia — ha spiegato — che sia al contempo «attenta e informata, concreta e competente, personale ma anche comunitaria, credibile, organizzata e formata, responsabile e coordinata, capace di alleanze e di innovazione, delicata e accogliente, aperta a tutti, premurosa». All’inizio dell’incontro, rispondendo al saluto rivoltogli dal cardinale presidente della Caritas italiana Francesco Montenegro, il Papa ha rilanciato l’opzione preferenziale per i poveri dell’organismo ecclesiale voluto da Paolo VI quarantacinque anni fa. Del resto la missione delle Caritas — nazionali, diocesane e parrocchiali — continua a essere attuale, ha detto il Pontefice, «di fronte alle sfide globali che seminano paura, iniquità, speculazioni finanziarie». Come attuale rimane la necessità di un lavoro quotidiano sul territorio, svolto dal volontariato cristiano portando «avanti l’impegno per educare all’incontro rispettoso e fraterno tra culture e civiltà». Da qui l’incoraggiamento a «promuovere comunità che abbiano la passione per il dialogo» e «a proseguire nell’impegno e nella prossimità nei confronti delle persone immigrate». Anche perché, ha fatto notare, «il fenomeno delle migrazioni presenta aspetti critici che vanno gestiti con politiche organiche e lungimiranti», ma «rimane pur sempre una ricchezza e una risorsa», per cui ben vengano «scelte che favoriscano l’integrazione».

Il discorso del Papa 

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25 agosto 2019

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