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In carcere il presidente
del parlamento catalano destituito

· Per i reati di ribellione, sedizione e malversazione ·

La presidente del parlamento catalano destituito, Carme Forcadell, ha passato la notte nel carcere di Alcalá. Lo ha deciso Pablo Llarrena, giudice istruttore della Corte suprema spagnola, che ieri ha spiccato un mandato di arresto, fissando però una cauzione di 150.000 euro.

Come accaduto per gli altri membri della Generalitat — per i quali è stata tuttavia chiesta la detenzione preventiva incondizionata — i reati contestati sono quelli di ribellione, sedizione e malversazione. La differenza di trattamento sembra motivata dallo svolgimento dell’interrogatorio, durante il quale Forcadell ha detto di aver «sempre permesso il dibattito parlamentare, senza pregiudicare il risultato né controllarne il contenuto». La presidente del parlamento catalano destituito ha inoltre dichiarato di rispettare l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione da parte del governo centrale e che la dichiarazione di indipendenza catalana è stata soltanto «un gesto simbolico». La procura ha chiesto anche l’arresto di alcuni membri del disciolto parlamento catalano per aver facilitato con il loro voto a favore della secessione la dichiarazione unilaterale di indipendenza. Giovedì scorso la giudice della Audiencia Nacional di Madrid, Carmen Lamela, aveva disposto la carcerazione di otto membri del governo catalano destituito e chiesto l’arresto di Carles Puigdemont e dei quattro ministri fuggiti con lui in Belgio. Ieri Lamela ha negato la messa in libertà del vicepresidente catalano destituito Oriol Junqueras.

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18 ottobre 2019

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