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Un capitale spirituale

· ​Il Papa ricorda che la vita consacrata è un dono per tutta la Chiesa e va accolta con gioia e gratitudine ·

La vita consacrata è «un capitale spirituale che contribuisce al bene di tutto il Corpo di Cristo». Lo ha sottolineato Papa Francesco parlando ai partecipanti al convegno organizzato dalla Congregazione per i religiosi, ricevuti in udienza venerdì mattina, 28 ottobre, nella Sala Clementina del Palazzo apostolico.

Provenienti da tutto il mondo, 250 vicari episcopali e delegati per la vita consacrata stanno riflettendo in questi giorni sulla relazione, spesso delicata e complessa, tra pastori e religiosi. In proposito il Pontefice ha esortato a non aver «paura della diversità che proviene dallo Spirito» e a promuovere «i differenti carismi, sia antichi che nuovi», visto che continuano a sorgere diversi istituti.

Papa Francesco ha articolato la propria riflessione in tre punti: la vita consacrata nella Chiesa particolare, l’erezione di nuovi istituti e le mutue relazioni tra pastori e consacrati.

Riguardo al primo, Francesco ha ricordato «che la giusta autonomia e l’esenzione non si possono confondere con l’isolamento e l’indipendenza. Oggi più che mai è necessario vivere la giusta autonomia e l’esenzione in stretta relazione con l’inserimento, in modo che la libertà carismatica e la cattolicità della vita consacrata si esprimano anche nella Chiesa particolare».

Quanto al secondo, il Papa ha raccomandato di tener «conto dell’originalità del carisma, della sua dimensione profetica, della comunione affettiva ed effettiva con la Chiesa universale, dell’impegno per l’evangelizzazione, anche nella sua dimensione sociale».

Infine, facendo riferimento al terzo punto, il Papa ha chiesto «una speciale attenzione alle sorelle contemplative» visto che «questa forma di sequela Christi, radicata nel silenzio della clausura, rappresenta nella Chiesa e per la Chiesa il cuore orante, custode di gratuità e di ricca fecondità apostolica, che genera frutti preziosi di grazia e di misericordia e di multiforme santità».

«Accompagnatele con affetto fraterno — ha concluso Francesco — trattandole sempre come donne adulte, rispettando le competenze loro proprie, senza indebite interferenze», e soprattutto «prestando loro aiuto in tutto quello che si riferisce agli elementi essenziali della loro vita».

Il discorso del Papa

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