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Capaci di guardare negli occhi

· All’udienza giubilare Francesco spiega il significato e il valore dell’elemosina ·

Il Papa sarà in Armenia dal 24 al 26 giugno e in Georgia e Azerbaigian dal 30 settembre al 2 ottobre

Francesco sarà in Armenia dal 24 al 26 giugno e, dal 30 settembre al 2 ottobre, visiterà Georgia e Azerbaigian.

L’abbraccio con un detenuto del carcere milanese di Opera

Un comunicato della Sala stampa della Santa Sede riferisce che il Papa ha deciso di recarsi in Armenia accettando gli inviti di sua Santità Karekin II, supremo patriarca e catholicos di tutti gli armeni, delle autorità civili e della Chiesa cattolica. Allo stesso modo, accogliendo gli inviti di sua Santità e Beatitudine Ilia II, catholicos patriarca di tutta la Georgia, e delle autorità civili e religiose della Georgia e dell’Azerbaigian, il Pontefice completerà il suo viaggio nel Caucaso visitando tre mesi dopo questi due Paesi.

L’annuncio è stato dato sabato mattina, 9 aprile, giorno in cui Francesco ha tenuto la quarta udienza giubilare dall’inizio dell’anno santo straordinario, dedicata a «un aspetto essenziale della misericordia: l’elemosina». Nella catechesi rivolta ai fedeli presenti in piazza San Pietro il Papa ha ricordato in particolare che «la carità richiede un atteggiamento di gioia interiore» e non può diventare «un peso o una noia da cui liberarci in fretta». Analogamente la scelta di fare l’elemosina non può essere condizionata a un giudizio sulla persona a cui si dona. «Quanta gente — ha osservato parlando — giustifica sé stessa per non dare l’elemosina dicendo: “Ma come sarà questo? Questo a cui io darò, forse andrà a comprare vino per ubriacarsi”». Ma, ha aggiunto, «se lui si ubriaca, è perché non ha un’altra strada! E tu, cosa fai di nascosto, che nessuno vede? E tu sei giudice di quel povero uomo che ti chiede una moneta per un bicchiere di vino?».

In proposito viene in aiuto l’insegnamento di Gesù, il quale «ci chiede di non fare l’elemosina per essere lodati e ammirati dagli uomini per la nostra generosità». Non è infatti «l’apparenza che conta — ha spiegato Francesco — ma la capacità di fermarsi per guardare in faccia la persona che chiede aiuto» fissandola negli occhi. «Non dobbiamo identificare quindi l’elemosina con la semplice moneta offerta in fretta» ha raccomandato il Papa, invitando a «fermarsi a parlare» con chi chiede aiuto «per capire di cosa abbia veramente bisogno». Al tempo stesso il Pontefice ha esortato a «distinguere tra i poveri e le varie forme di accattonaggio che non rendono un buon servizio ai veri poveri».

In definitiva, «l’elemosina è un gesto di amore che si rivolge a quanti incontriamo; è un gesto di attenzione sincera a chi si avvicina a noi e chiede il nostro aiuto, fatto nel segreto dove solo Dio vede e comprende il valore dell’atto compiuto». Da qui l’invito di Francesco ai genitori perché educhino i figli «a essere generosi con quello che hanno».

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24 luglio 2019

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