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Capaci di compassione

· All’udienza generale Papa Francesco commenta il passo evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci e all’Angelus dell’Assunzione l’invocazione per la libertà delle donne da tutte le forme di schiavitù ·

Servire gli altri con la stessa «compassione» che Gesù ha avuto verso la gente che lo seguiva: è questa la missione di ogni credente, chiamato a offrire agli uomini e alle donne del nostro tempo «il segno concreto della misericordia e dell’attenzione di Cristo». A ribadirlo è stato Papa Francesco durante l’udienza generale di mercoledì 17 agosto, nell’Aula Paolo VI.

Emilio Vedova, «La moltiplicazione  dei pani e dei pesci» (1942)

Commentando l’episodio evangelico di Matteo (14, 13-21) che narra il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, il Pontefice ha ricordato che la compassione di Gesù «non è un vago sentimento»: essa «mostra invece tutta la forza della sua volontà di stare vicino a noi e di salvarci». Nell’imitare questo atteggiamento il cristiano diventa dunque «strumento di comunione nella propria famiglia, nel lavoro, nella parrocchia e nei gruppi di appartenenza», offrendo così una testimonianza visibile «della misericordia di Dio che non vuole lasciare nessuno nella solitudine e nel bisogno, affinché discendano la comunione e la pace tra gli uomini e la comunione degli uomini con Dio».

Della necessità di essere artefici di giustizia e di pace verso chi vive esperienze dolorose il Pontefice aveva parlato anche all’Angelus della solennità dell’Assunzione, recitato nella mattina di lunedì 15 agosto con i fedeli in piazza San Pietro. Francesco ha rivolto il suo pensiero soprattutto «alle donne sopraffatte dal peso della vita e dal dramma della violenza, alle donne schiave della prepotenza dei potenti, alle bambine costrette a lavori disumani, alle donne obbligate ad arrendersi nel corpo e nello spirito alla cupidigia degli uomini». Per loro il Papa si è augurato «l’inizio di una vita di pace, di giustizia, di amore, in attesa del giorno in cui finalmente si sentiranno afferrate da mani che non le umiliano, ma con tenerezza le sollevano e le conducono sulla strada della vita, fino al cielo».

Al termine della preghiera mariana, prima di salutare i diversi gruppi presenti in piazza, il Papa ha lanciato un appello per gli abitanti del Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo, «recentemente colpiti — ha denunciato — da nuovi massacri che da tempo vengono perpetrati nel silenzio vergognoso, senza attirare neanche la nostra attenzione».

Queste vittime — ha constatato con amarezza — «fanno parte, purtroppo, dei tanti innocenti che non hanno peso sull’opinione mondiale». Da qui la preghiera a Maria, affinché «ottenga per tutti sentimenti di compassione, di comprensione e di desiderio di concordia».

La catechesi all’udienza generale 

L’Angelus della solennità dell’Assunta 

L’Angelus di domenica 14 agosto 

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16 luglio 2019

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