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Capaci di amare

· All’udienza generale Papa Francesco parla della diversità e dell’unità dei carismi nella Chiesa ·

E chiede di pregare per il Sinodo dei vescovi dedicato alla famiglia

La «capacità di amare» è un carisma che «abbiamo tutti», per questo bisogna chiedere nella preghiera di esser capaci «di amare tanto», soprattutto la Chiesa, e di saper accettare «con amore di figli» tutti i carismi in essa presenti. All’udienza generale di mercoledì 1° ottobre, nella festa di santa Teresa di Gesù Bambino, Papa Francesco ha ripreso le riflessioni dedicate alla Chiesa, soffermandosi in particolare sulla diversità e l’unità dei carismi presenti al suo interno.

In proposito ne ha raccomandato la valorizzazione, evitando invece di catalogarli come causa «di confusione, di disagio» per le comunità cristiane. Per il Pontefice, infatti, i carismi sono «regali che Dio fa» alla Chiesa «perché possa crescere armoniosa nella fede». Del resto, ha aggiunto, «lo stesso Spirito che dà questa differenza, fa l’unità della Chiesa». Di contro, il Pontefice ha messo in guardia contro la tentazione di trasformare i vari doni elargiti dallo Spirito Santo in «motivo di invidia, di divisione, di gelosia», perché «tutti sono importanti agli occhi di Dio». E ciò significa, ha chiarito, «che abbiamo bisogno l’uno dell’altro», anche perché «ogni dono ricevuto si attua pienamente quando viene condiviso per il bene di tutti». Un’immagine questa che definisce bene l’idea che Francesco ha della Chiesa. «E quando la Chiesa, nella varietà dei suoi carismi, si esprime in comunione, non può sbagliare: è la bellezza e la forza del sensus fidei, di quel senso soprannaturale della fede, che viene donato dallo Spirito Santo affinché, insieme, possiamo tutti entrare nel cuore del Vangelo e imparare a seguire Gesù nella nostra vita», ha spiegato.

Aggiungendo poi al testo preparato un pensiero sulla ricorrenza di santa Teresina di Lisieux, il Papa ha ricordato come la giovane carmelitana, morta a ventiquattro anni, desiderasse essere missionaria. Però attraverso la preghiera ha capito «che il suo carisma era l’amore». Per questo occorre rivolgersi alla sua intercessione per ottenere la capacità di amare. Infine, salutando i gruppi di fedeli in piazza San Pietro, il vescovo di Roma ha chiesto di pregare anche per l’imminente Sinodo dei vescovi dedicato alla famiglia. In precedenza, l’udienza generale aveva avuto un prologo nell’aula Paolo vi, dove Francesco ha avuto un toccante incontro con i bambini disabili assistiti nelle strutture fondate dal beato Luigi Monza.

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20 luglio 2019

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