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Caos a Ventimiglia

· Scontri tra migranti, polizia e attivisti “no borders” ·

«Sul confine di Ventimiglia, anche su quel varco italo-francese, ci giochiamo l’Europa. E noi lo stiamo gestendo con la massima efficienza possibile, in una fase di vera emergenza sul fronte immigrazione. Stiamo salvando Schengen e dunque l’Unione». Con queste parole il ministro dell’Interno italiano, Angelino Alfano, descrive la situazione attuale a Ventimiglia, dopo gli scontri che si sono avuti negli ultimi giorni. «Deve essere chiaro a tutti: se Ventimiglia non è diventata fin qui una Calais italiana lo si deve al fatto che abbiamo realizzato controlli ferroviari, e non solo quelli, in grado di ridurre anziché incrementare il flusso. E contemporaneamente abbiamo smistato in altri centri i migranti che li pressavano».

Agenti italiani nelle strade di Ventimiglia durante la manifestazione  degli attivisti “no borders” (Ansa)

L’ultimo bilancio parla di sei arresti (cinque francesi e una ragazza toscana che vive a Parigi), 60 fogli di via, mazze e coltelli sequestrati, attivisti “no borders” che bloccano la città, la polizia e i carabinieri in assetto antisommossa, area bloccata e nervi scoperti. E nel centro di temporanea assistenza di Parco Roja quasi seicento migranti aspettano di conoscere il loro destino.
Fin dal mattino, ieri, la tensione era alle stelle. Dopo le proteste dei migranti che hanno cercato di arrivare in Francia, gli attivisti “no borders” hanno deciso di fare un corteo spontaneo dopo la notizia di alcuni arresti. I manifestanti hanno cercato di forzare il cordone delle forze dell’ordine per arrivare al commissariato dove si trovavano gli arrestati. Dopo poco il corteo si è sciolto e gli attivisti hanno deciso di dare vita a un presidio permanente nel centro della città.
Invece, durante gli scontri verificatisi con i “no borders” sabato pomeriggio un poliziotto è morto colto da un arresto cardiaco. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, «ha sentito il ministro dell’Interno Alfano, dopo quanto accaduto a Ventimiglia, e ha espresso il cordoglio per la morte dell’agente di polizia» si legge in un comunicato di Palazzo Chigi.

L’emergenza è alta anche a Como. La stazione di San Giovanni vede aumentare, giorno dopo giorno, il numero di migranti (per lo più di origine etiope o eritrea) che, respinti a Chiasso dalle autorità svizzere mentre tentano di raggiungere il Nord Europa, restano bloccati in Italia. «I numeri sono molto alti — spiega Barbara Molinario, dell’ufficio stampa dell’Unhcr — si tratta di 450 persone, la metà è rappresentata da minori non accompagnati».

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