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Candele incenso e frangipani

· La vita intorno al santuario di Kandy in Sri Lanka ·

Palitha è un singalese di 44 anni e stasera a Kandy, la storica cittadina sede dell’ultimo regno indipendente dello Sri Lanka — capitolò solo nel 1815 contro i britannici — sono suo ospite. Vive con la figlia di vent’anni e la moglie. Al piano superiore della sua abitazione, posta sulla cima di una piccola collina che affaccia sul lago, ha costruito due camere e una cabana (una sorta di gazebo con il tetto in paglia tipico di queste zone) da affittare ai turisti che numerosi giungono qui, a centoventi chilometri dalla capitale, per visitare il tempio che custodisce il leggendario dente del Buddha.

Nel tempio si entra scalzi e ci si prepara alla cerimonia attraverso il bagno dei piedi in segno di purificazione. Le offerte materiali sono impregnate di simbologia: l’accensione di una candela rappresenta la luce della sapienza che dissolve le tenebre dell’ignoranza; la fragranza dell’incenso sta per una condotta morale nitida; i fiori — che devono essere freschi e senza difetti — sono espressione della transitorietà insita nella natura: nulla permane, la bellezza è nel presente, proprio come gli splendidi frangipane dai lunghi e bianchi petali arrotondati che si possono acquistare per poche rupie accanto all’ingresso del santuario.

Palitha è fuori ad attendermi mentre chiacchiera con due anziani nella tipica trattoria locale che serve riso con curry alle verdure ma, soprattutto, il thè che qui si consuma con la stessa frequenza di una preghiera: almeno cinque volte al giorno.

Gli anziani con cui Palitha si è intrattenuto vivono a pochi passi da qui, sotto lo stesso tetto dei figli e dei nipoti, come vuole la tradizione. Ma non tutti i gli anziani hanno la stessa fortuna. Una casa gestita dalle suore del Buon Pastore si prende cura proprio di quei vecchi che restano soli e abbandonati.

La congregazione di Nostra Signora della carità del Buon Pastore è un istituto religioso cattolico fondato nel 1835 da santa Maria Eufrasia Pelletier ad Angers, in Francia. Oltre ai voti di povertà, castità e obbedienza, le suore del Buon Pastore devono prendere il quarto voto che è la promessa «di salvare tutte le anime». Ma in particolare — mi spiega suor Merian, che qui a Kandy dirige la Home for the elders — «la nostra missione primaria sono donne e ragazze». Gestiscono settantadue case distribuite in tutto il Paese.

dal nostro inviato in Sri Lanka 

Cristian Martini Grimaldi

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10 dicembre 2019

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