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ogni fraintendimento

· La «Guida all’islam per persone pensanti» del principe giordano Ghazi Bin Muhammad ora disponibile anche in italiano ·

«Oggi il mondo è a un crocevia. Una piccolissima minoranza di musulmani sembra essere decisa ad appropriarsi la religione per condurla a un conflitto perpetuo con il resto del mondo»: il monito viene da uno dei leader islamici più influenti, il re di Giordania Abdallah II. Di fronte a questa situazione, aggiunge il sovrano del regno hascemita, «oltre alle necessarie strategie di hard power, quello di cui musulmani e non musulmani hanno bisogno è di avere una migliore comprensione dell’islam, di come è sempre stato e di come sarà. Hanno anche bisogno di capire come l’islam viene distorto e abusato e perché tale distorsione e tale abuso si stanno diffondendo». In vista di raggiungere tale scopo Abdallah ii invita alla lettura di un volume scritto due anni fa da un suo cugino, il principe Ghazi Bin Muhammad, professore di filosofia islamica e primo consigliere per gli affari religiosi e culturali. Con il titolo Guida all’islam per persone pensanti - L’essenza dell’islam in 12 versetti del Corano, già tradotto in inglese, il libro è da poco disponibile anche in lingua italiana (Bologna, edb, 2019, pagine 360, euro 28).

Nell’introduzione all’edizione in italiano, lo storico delle religioni Alberto Melloni spiega il senso del titolo dell’opera di Ghazi Bin Muhammad, «un credente colto e rigoroso»: «Sono i pensanti e i pensosi quelli che si interrogano su una fede che già oggi è praticata da milioni di persone in Europa e che in futuro vedrà crescere — per conversione, per migrazione, per coniugio — il numero dei fedeli. Qui troveranno una descrizione profonda e lineare di come un musulmano pensante e pensoso legge il Corano e pratica le leggi che discendono dall’insegnamento del profeta». Questo libro, sottolinea lo storico, è utile sia per i musulmani che per i non musulmani. I primi vi troveranno «una sistemazione limpida della loro professione di fede utile a evitare che la frustrazione di una pesante retorica islamofobica possa renderli vulnerabili a sentimenti revanscisti». Gli altri capiranno che nell’islam «c’è una forza interiore che non ha nulla a che vedere con quella vile e assassina del terrorismo».

Sin dalle prime righe, Ghazi Bin Muhammad sottolinea la vocazione della sua Guida. Lo studioso nota infatti che «i musulmani sono costantemente chiamati a spiegare quel che l’islam non è. Una piccolissima minoranza di musulmani ha sostanzialmente frainteso l’islam e lo sta volgarmente rappresentando in maniera scorretta». Da ciò il «tentativo» dell’autore «di dire con certezza quel che l’islam effettivamente è ed è sempre stato, dicendo al contempo quello che non è». Il libro è inteso dunque come «un’introduzione ragionata all’islam — una breve guida alla religione, alla sua mentalità e alle sue falsificazioni — rivolta a chiunque voglia riflettere un po’ su di essa». Lo studioso è consapevole tuttavia dell’esistenza di una «riluttanza a riflettere sulle cose», condivisa «dai musulmani che fraintendono l’islam e i non-musulmani che lo travisano». È per questo motivo, spiega, che ha scelto come titolo Guida all’islam per persone pensanti.

Scritto con un linguaggio accessibile, il libro è diviso in dodici capitoli autonomi, che corrispondono ad altrettanti versetti del corano, non tutti fra i più conosciuti: cos’è la religione; cos’è l’islam; «chi è il tuo Signore»; perché Dio ha creato le persone; cosa sono il paradiso e l’inferno; che cos’è il Corano; chi è il profeta Muhammad; che cos’è «il cuore»; cos’è la vita eterna; cos’è la shari’ah; cos’è la jihad; cos’è il governo. I capitoli si possono leggere senza seguire un ordine predefinito, sono piuttosto brevi, con l’eccezione di quello sul Corano e quello sulla shari’ah, in quanto questi «devono affrontare molti fraintendimenti». «Ci sono guerre e atti terroristici in tutto il mondo perpetrati da estremisti che rivendicano il Corano come autorità per le loro azioni malvagie e i loro crimini. Una delle ragioni è la semplice ignoranza del Corano», spiega l’autore, ricordando che «l’interpretazione legittima del Corano richiede molto lavoro e molta conoscenza».

Un’attenzione particolare va data alle ultime parole di Ghazi Bin Muhammad, che rivelano il criterio usato nell’elaborazione del volume: pagine scritte da studioso quanto da credente, con una cura scientifica ma con altrettanta fede. Dice infatti: «Credo che quello che ho scritto sia corretto e giusto, ma certamente riconosco che potrei essere in errore; credo che coloro che hanno opinioni differenti siano in errore, ma riconosco che potrebbero essere nel giusto». Dopo aver espresso questo pensiero, il leader islamico chiude la sua guida con grande umiltà, specificando, qualora fosse necessario: «A tutto quello che ho affermato, aggiungo le parole “e Dio ne sa di più”».

di Charles de Pechpeyrou

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18 settembre 2019

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