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Canale di speranza

· A Radio Maria il Papa raccomanda stile sobrio e strumenti adeguati ai tempi ·

Per essere vicini alle preoccupazioni e ai drammi della gente

Un canale «che non comunica solo un insieme di notizie, di idee, di musiche senza un filo conduttore, e che potrebbe solo cercare di distrarre e forse di divertire», ma evangelizza «con la vicinanza alle preoccupazioni e ai drammi della gente, con parole di conforto e di speranza». Così Papa Francesco ha definito Radio Maria ricevendo — giovedì mattina, 29 ottobre, nella Sala Clementina — l’associazione che ne riunisce le emittenti attive in circa settanta Paesi.

«Attraverso di voi — ha detto il Pontefice — si rendono idealmente presenti qui i volti e i cuori dei vostri ascoltatori che, in misura crescente, apprezzano e seguono i programmi radiofonici di Radio Maria e la sostengono con il volontariato e le offerte».

Il Papa ha poi spiegato che «diffondendo il Vangelo e la devozione alla Madre di Gesù, promuovendo l’amore alla Chiesa e alla preghiera, si offre un “canale” valido per ascoltare belle riflessioni, per imparare a pregare, per approfondire i contenuti della fede». E in tal modo l'emittente diventa «un mezzo di prim’ordine per veicolare la speranza, quella vera». Da qui l'incoraggiamento di Francesco «a coltivare sempre il “giardino interiore” della preghiera, dell’ascolto della Parola di Dio, e di avvalervi di buone letture approfondendo la fede; in altre parole, facendo voi stessi ciò che proponete agli altri con i vostri programmi».

All'inizio dell'incontro il presidente di Radio Maria, Emanuele Ferrario, presentando al Papa la realtà mondiale dell’emittente ha anticipato che una web radio in lingua araba sarà presto attiva per essere motivo «di conforto e di unione per i cristiani perseguitati in Medio oriente».

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11 dicembre 2019

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