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Campionario di guerra

· ​Alla fame quasi metà della popolazione sudsudanese ·

Altre decine di migliaia di persone in fuga

C’è l’intero campionario della guerra nel conflitto che oppone da un anno e mezzo in Sud Sudan le forze fedeli al presidente Salva Kiiir Mayardit ai ribelli guidati dal suo ex vice, Rijek Machar. 

Ci sono le decine di migliaia di morti, le epidemie, lo strazio delle popolazioni civili e in particolare dei bambini, spesso arruolati a forza dai belligeranti, gli stupri, le criminali e sistematiche violazioni dei diritti umani. 

E c’è la fame. Un rapporto pubblicato nel fine settimana da un’organizzazione umanitaria internazionale parla di tre milioni e seicentomila persone in condizione di insufficienza alimentare gravissima e stima che entro luglio saranno oltre quattro milioni e mezzo, cioè la metà della popolazione. I dati, sostanzialmente in linea con quelli dell’Onu, mostrano un rapidissimo deterioramento della situazione. Il numero degli affamati, in un Paese nel quale la guerra impedisce da un anno e mezzo di seminare e di raccogliere, di allevare bestiame e di praticare normali commerci, è raddoppiato rispetto al primo trimestre del 2015. «Siamo molto preoccupati per la veloce crescita di questo fenomeno e la situazione rischia di aggravare ulteriormente il rischio di malnutrizione tra i bambini, con preoccupanti conseguenze a lungo termine sullo sviluppo delle loro capacità cognitive, motorie e socio-emotive», ha detto Machiel Pouw, uno dei responsabili del rapporto, illustrandone i risultati. Pouw ha ricordato che la malnutrizione è causa diretta o concausa di un terzo delle morti infantili nel Paese e che questa tragica statistica è destinata soltanto ad aumentare, con «effetti devastanti soprattutto sui bambini al di sotto dei cinque anni di età».  

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20 ottobre 2019

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