Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

In cammino verso le periferie

· Aperte le celebrazioni del bicentenario della nascita di don Bosco ·

Il carisma salesiano è un «regalo» di Dio a tutta la Chiesa in favore dei giovani e per questo il bicentenario della nascita di don Bosco si presenta anche come un’occasione di «autentico rinnovamento spirituale e pastorale» a vantaggio dell’intera comunità cristiana. 

È quanto ha sottolineato il rettore maggiore, don Ángel Fernández Artime, aprendo ufficialmente sabato 16 agosto a Castelnuovo Don Bosco, in provincia di Asti, le celebrazioni del bicentenario che termineranno il 16 agosto 2015. «199 anni fa, un giorno come oggi, veniva al mondo un bambino, Giovanni Melchiorre Bosco, proprio in queste stesse colline, figlio di umili contadini. Oggi noi, volendo dar inizio al bicentenario di questo storico evento, rendiamo grazie a Dio per il suo mirabile intervento nella storia, e ancor più in concreto in questa storia, incominciata sulle colline dei Becchi», ha esordito il decimo successore di don Bosco, che ha poi ricordato come sin dal primo articolo delle costituzioni della congregazione salesiana si afferma come «la Società di San Francesco di Sales è nata non da solo progetto umano, ma per iniziativa di Dio». Infatti, «il carisma salesiano è un regalo che Dio, attraverso don Bosco, ha fatto alla Chiesa e al mondo». Un carisma che «si è formato nel tempo», fin da quando il piccolo Giovanni «stava seduto sulle ginocchia di mamma Margherita», poi «con l’amicizia di buoni maestri di vita e, in particolar modo, nella vita quotidiana in mezzo ai giovani».

E oggi, ha sottolineato il rettore maggiore, «questo bicentenario vuole essere per tutti noi, e in particolar modo per il mondo salesiano, non solo un momento di festa, ma una preziosa occasione che ci è offerta per guardare al passato con gratitudine, al presente con speranza, e per sognare il futuro di missione evangelizzatrice ed educativa della nostra famiglia salesiana con forza e novità evangelica, con coraggio e sguardo profetico, lasciandoci guidare dallo Spirito che sempre ci sarà accanto nella ricerca di Dio».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

26 maggio 2019

NOTIZIE CORRELATE