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Cammino
di riconciliazione

· L’episcopato spagnolo sull’annunciato scioglimento definitivo dell’Eta ·

Madrid, 21. L’episcopato spagnolo accoglie con soddisfazione l’annunciato scioglimento definitivo del gruppo terroristico basco dell’Eta. Anche perché questo importante passo potrà costituisce l’avvio di un processo di riconciliazione tanto atteso dalla Chiesa e dalla società spagnola. Ad affermarlo è stato il segretario generale, José María Gil Tamayo, che ieri ha introdotto la conferenza stampa convocata a conclusione dei lavori dell’assemblea plenaria della Conferenza episcopale commentando ampiamente la notizia riguardante la “richiesta di perdono” pubblicata recentemente dalla formazione terroristica separatista su un quotidiano basco. «Voglio rallegrarmi perché l’organizzazione terroristica Eta si è sciolta», ha detto il sacerdote, che ha sottolineato come sia stata «tanta la sofferenza e il dolore» che l’Eta «ha causato all’intera società spagnola» usando la violenza che sempre è «maligna ma in questo caso anche perversa» e che ha «lasciato una zavorra nella storia democratica del nostro popolo».

Ricordando «in modo speciale» le vittime con i loro famigliari, Gil Tamayo ha poi sottolineato che certamente «la loro sofferenza non finisce con una dichiarazione da parte di chi ha causato il dolore e la violenza». In questo senso, ha aggiunto, «speriamo che questa notizia contribuisca alla riconciliazione», lavoro «più difficile, faticoso, lungo e che chiede tanta generosità». L’auspicio espresso dal segretario generale dell’episcopato è dunque che «nel paese basco e nel cuore dei famigliari delle vittime si possa creare una società riconciliata, una coesione sociale necessaria». Il terrorismo, ha rimarcato, «è una azione perversa e nulla può giustificare la morte di persone innocenti, in questo caso una lunga lista di innocenti». Sono oltre ottocento, infatti, le vittime cadute per mano dell’Eta negli ultimi cinquant’anni.
A nome dei vescovi iberici, Gil Tamayo si è perciò felicitato «per la vittoria della democrazia». Infatti, ha detto, «una società democratica e la legalità offrono lo spazio per la manifestazione delle proprie idee nel rispetto degli altri». Ed ha aggiunto: «È un giorno in cui rendere grazie a Dio. La Chiesa continuerà ad aiutare perché sia possibile la convivenza nel paese basco e in tutta la società spagnola».

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