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Camminare insieme

· Credenti britannici accanto ai migranti ·

«Apprezzo il vostro coraggio e la vostra tenacia con i quali avete intrapreso un’iniziativa che è stata fisicamente ed emotivamente impegnativa ma anche importante». Con queste parole il vescovo ausiliarie di Westminster, monsignor Paul McAleenan, ha dato il benvenuto a Londra ai partecipanti alla Marcia della Solidarietà promossa dall’associazione francese L’Auberge des Migrants, che ha sede a Calais, in Francia. La marcia era partita da Ventimiglia il 30 aprile scorso e, dopo 70 giorni, oltre 1470 chilometri e 59 tappe, è arrivata domenica scorsa all’Hyde Park di Londra. Tre gli obiettivi dell’iniziativa: lottare contro il blocco alle frontiere, contro il “reato di solidarietà” e chiedere un’accoglienza migliore per i migranti.

«Avete sopportato molto negli ultimi due mesi — ha sottolineato il presule — e avete condiviso il disagio che è la condizione di vita vissuta dai migranti, rifugiati e richiedenti asilo che hanno compiuto questo viaggio insidioso tentando di raggiungere i nostri paesi in Europa. Sono profondamente incoraggiato dai vostri sforzi di camminare in solidarietà per far conoscere la situazione di molti uomini, donne e bambini vulnerabili in Europa, specialmente a Calais. Come europei e come cristiani — ha ricordato monsignor McAleenan — abbiamo la responsabilità di rendere il mondo un ambiente migliore e più sicuro. La mia esperienza personale nell’incontrare i richiedenti asilo, sia a Calais che nel Regno Unito, mi ha ricordato quanto sia importante per noi garantire che la loro dignità umana, data da Dio, sia riconosciuta e celebrata».

Intanto, una campagna di sensibilizzazione lanciata nei giorni scorsi da Citizen uk — cui aderiscono circa duecento leader in rappresentanza di moschee, chiese, scuole, università, ospedali e altre organizzazioni della società civile del Regno Unito — esorta il ministero dell’interno a prolungare il programma di reinsediamento dei siriani vulnerabili nel Regno Unito oltre il 2020.

Nel 2015, il governo britannico si impegnò ad accogliere nel paese 20.000 rifugiati entro il 2020 attraverso il Syrian Vulnerable Persons Resettlement Scheme (Vprs). Il programma è stato di grande aiuto ai più bisognosi, tra cui le persone che necessitavano di cure mediche urgenti, i sopravvissuti a violenze e torture, le donne e i bambini. In totale, oltre 10.000 rifugiati si sono insediati fino a ora nel Regno Unito grazie al Vprs.

I nuovi dati raccolti da Citizens uk — a partire dalle statistiche ufficiali del governo — dimostrano il successo raggiunto finora dal programma Syrian Vulnerable Persons Resettlement Scheme. La Scozia ha accolto il maggior numero di rifugiati (2224). Seguono: lo Yorkshire e Humber con 1450; poi le West Midlands (1125), il Sud Est (1013), il Nord Ovest (931), il Nord Est (907), l’Irlanda del Nord (860), il Sud Ovest (796), il Galles (720), Londra (567), l’Est dell’Inghilterra (557), le East Midlands (449).

Attualmente, il ministero dell’interno sta rivedendo il programma Vprs, che rischia di essere ridimensionato o chiuso del tutto dopo il 2020. Questo significherebbe che le autorità locali che partecipano al programma di reinsediamento potrebbero ricevere un sostegno finanziario significativamente inferiore dal governo, con una diminuzione del numero di famiglie di rifugiati da reinsediare.

Dal 2015 i volontari di Citizens uk — riferisce il sito Riforma.it — hanno sostenuto diverse comunità locali che lavorano a stretto contatto con le autorità per accogliere con successo e reinsediare le famiglie che sono fuggite dalla guerra in Siria. Ora l’organizzazione chiede al ministro dell’interno, Sajid Javid, di prolungare il programma Syrian Vulnerable Persons Resettlement Scheme oltre il 2020 e di finanziarlo interamente. Citizens uk, inoltre, invita il ministro Javid a migliorare il programma di reinsediamento dei bambini vulnerabili (Vcrs), chiedendo in particolare di potenziare l’insegnamento dell’inglese ai rifugiati per consentire loro di integrarsi con successo.

«Il Syrian Vulnerable Persons Resettlement Scheme — ha dichiarato Gonzalo Vargas Llosa, rappresentante dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) nel Regno Unito — ha superato il suo stadio intermedio e funziona bene: i rifugiati apprezzano l’accoglienza genuina e calorosa che hanno ricevuto qui. Speriamo che il governo si impegni presto a reinsediare ogni anno 10.000 rifugiati più vulnerabili. I bisogni sono più grandi che mai, non solo tra i siriani».

Anche il rabbino Janet Darley, membro del Consiglio di Citizens uk è dello stesso avviso. «La Torah — ha spiegato — ci comanda 35 volte di accogliere e prendersi cura dello straniero, ricordandoci che è importante non voltare le spalle ai rifugiati dopo il 2020, specialmente in un momento in cui i conflitti devastanti in tutto il mondo continuano a costringere milioni di persone a fuggire. Il nostro messaggio al ministero degli interni è di ringraziarli per il programma e di ricordare loro che il sostegno della società civile e dei consigli locali per il reinsediamento dei rifugiati rimane più forte che mai. Non fermiamoci ora».

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