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Cameron detta le regole

· Quattro condizioni per la permanenza della Gran Bretagna nell’Unione europea ·

Quattro obiettivi: Londra detta le condizioni della propria permanenza nell’Unione europea. Il primo ministro, David Cameron, ha spedito ieri al presidente Ue, Donald Tusk, una lettera contenente una lista di richieste da negoziare con gli altri Stati membri in vista del referendum sull’adesione britannica all’Unione. 

«Missione impossibile? Assolutamente no se ci sarà volontà politica; ma se le nostre legittime richieste si scontreranno con la sordità dei nostri interlocutori, la Gran Bretagna valuterà se l’adesione alla Ue è davvero vantaggiosa» si legge nel testo della lettera. La parola chiave è flessibilità, soprattutto in quattro aree: governance economica, competitività, sovranità e immigrazione. Londra è pronta a sostenere il “sì”, ma solo se Bruxelles accetterà alcuni paletti. Quattro, in particolare. In primo luogo, l’opt-out, cioè la possibilità per Londra di chiamarsi fuori da una certa regola decisa dall’Unione stessa. Inoltre, Cameron sollecita maggiori tutele per i Paesi dell’Unione che non partecipano all’eurozona (l’area della moneta unica), e quindi impegni a favore della crescita, della libera circolazione dei capitali, dei beni e dei servizi, prevedendo inoltre la possibilità di accordi commerciali con Paesi asiatici. In terzo luogo, il primo ministro britannico è tornato a invocare la sovranità nazionale, ovvero il diritto dei Parlamenti nazionali di fermare proposte legislative comunitarie ritenute non appropriate. Il quarto punto riguarda infine l’immigrazione, e nello specifico la complessa questione dell’accesso al welfare britannico da parte degli immigrati intracomunitari.

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12 dicembre 2019

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