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Cameron chiude la porta

· Limitazioni all’ingresso dei migranti nel Regno Unito ·

Alzata di scudi del primo ministro britannico, David Cameron. Con un articolo sul «Financial Times» e con un intervento alla Camera dei Comuni, il premier ha lanciato ieri la sfida agli immigrati europei che non hanno certezza di lavoro. Nel manifestare la volontà di ridiscutere le regole sulla libertà di movimento delle persone nell’ambito dell’Unione europea, Cameron ha scritto: «Stiamo cambiando le regole in modo che chi arriva in questo Paese non possa aspettarsi di ottenere immediatamente sussidi di sostegno». In questa linea Cameron è appoggiato dai suoi alleati liberaldemocratici. I laburisti, che pur gli danno dell’«ossessionato», convergono comunque sull’opportunità di dare vita a «un nuovo sistema equo e trasparente».

Il primo ministro ha annunciato un inasprimento delle norme: gli immigrati non avranno «aiuti» per i primi tre mesi e saranno prelevati e rimpatriati se sorpresi a mendicare o se privi di un tetto. In generale i cittadini europei perderanno il diritto al welfare se non avranno una fonte di reddito certa o se non saranno attivi nel cercarla. Cameron ha quindi insistito sulla necessità di «siglare un nuovo accordo in ambito europeo che riconosca la libertà di movimento come un principio basilare dell’Ue, ma non come un principio assoluto».

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