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In Cambogia
300 nuovi battezzati

· Rinasce la piccola Chiesa locale ·

In Cambogia vive una Chiesa «minuscola» ma sempre in espansione, con quasi 300 persone che saranno battezzate durante la notte di Pasqua: lo ha annunciato Olivier Schmitthaeusler, vicario apostolico di Phnom-Penh, in occasione della messa crismale alla quale hanno partecipato circa 80 sacerdoti locali.

Durante l’omelia, il vicario apostolico ha sottolineato che per la comunità cattolica locale il prossimo ottobre, mese straordinario della missione — dal tema «Battezzato e inviato: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo» — «sarà una sorta di “campanello d’allarme” per la vita ordinaria di battezzati e inviati». «Qui — ha proseguito Schmitthaeusler — il nostro piccolo vicariato e le nostre piccole prefetture non hanno grandi strutture, e le nostre comunità, spesso minuscole e piantate in mezzo a un campo di riso, ai piedi di una collina o nel cuore della città, non contano folle di cristiani. La missione è il cuore della nostra vita di fedeli, sacerdoti e religiosi. Qui, l’intero Popolo di Dio è un apostolo, con una preoccupazione quotidiana, alla maniera di san Paolo: “Guai a me se non proclamassi il Vangelo!”». Dopo aver comunicato il numero dei nuovi battezzati — 154 a Phnom-Penh, 80 a Battambang e 60 a Kampong Cham — il presule francese ha spiegato che la missione non è tanto «il risultato del lavoro dei sessanta sacerdoti presenti in Cambogia, o delle centinaia di religiosi e religiose che vivono qui, o del lavoro di una trentina di missionari laici», quanto «l’opera di Dio».

Nell’omelia, Monsignor Schmitthaeusler ha voluto anche ribadire ciò che risulta «essenziale per costruire la Chiesa in Cambogia, segno del Regno di Dio», presentando dieci punti, ovvero uno per ciascun anno dell’esistenza del vicariato apostolico a Phnom-Penh: «Vita spirituale: siamo nati da Dio e inviati nel mondo; la comunione tra di noi; l’inclusione di tutti; il perdono: una condizione sine qua non per andare avanti; un cuore che ascolta e che ama in atto e in verità; dialogo vero e diretto a tutti i livelli: religioso, istituzionale, sociale; la presenza concreta nella società; la formazione integrale di uomini e donne giusti e onesti; un cuore di padre e madre: la Chiesa è una famiglia; essere creativi: il Vangelo è nuovo ogni mattina».

«Nessuno è indispensabile — ha concluso il vicario apostolico di Phnom-Penh — siamo servi inutili ma che offrono più amore e vita e che possono ritirarsi con discrezione sapendo che gli altri continuano questo servizio di annuncio e pace; la Chiesa è stata, la Chiesa è, la Chiesa sarà».

In Cambogia dal 1998, Monsignor Schmitthaeusler celebra ogni anno tra i 200 e i 300 battesimi di adulti. Un dato «eccezionale» in un paese dove il buddismo è religione di stato, precisava il presule nel 2017 in un’intervista al quotidiano francese «La Croix», dove evocava l’attuale dinamismo della piccola Chiesa cattolica locale, che rinasce dalle ceneri dopo essere stata annientata dai khmer rossi.

In un paese al 96 per cento buddista, oltre 15.000 fedeli, all’80 per cento vietnamiti, fanno parte del suo vicariato apostolico. I bambini cristiani sono raramente scolarizzati, perché non parlano la lingua khmer e non hanno i documenti, e per questo motivo è importante che la Chiesa esprima la sua vicinanza e compassione per queste famiglie povere e marginalizzate. Cresce anche l’interesse dei giovani delle province di Kampot e Takeo per il catechismo e la preghiera in chiesa, osservava ancora Schmitthaeusler.

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17 settembre 2019

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