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Cambio di rotta

· ​Le persone e il pianeta al centro della conferenza internazionale promossa da Iustitia et Pax ·

L’enciclica Laudato si’ ha gettato una luce coraggiosa sul fatto che il cambiamento climatico è frutto della disuguaglianza nell’umanità e che il dramma della povertà e la salvaguardia dell’ambiente sono intimamente connessi: «Non si risolve il problema della povertà se contestualmente non si risolve anche quello del cambiamento climatico che sta mettendo in pericolo il nostro pianeta».

È questa una delle affermazioni più forti emerse dalla presentazione della conferenza di alto livello «Le persone e il pianeta al primo posto: l’imperativo di cambiare rotta», in programma all’Augustinianum di Roma il 2 e il 3 luglio. Motivazioni e contenuti dell’incontro, organizzato dal Pontificio consiglio della giustizia e della pace e dalla International Alliance of Catholic Developments Organisations (Cidse), sono stati illustrati ai giornalisti mercoledì mattina, 1 luglio, nella Sala Stampa della Santa Sede.

Facendo proprio riferimento all’«ecologia onnicomprensiva e globale» che emerge dall’enciclica di Francesco, il sottosegretario del Pontificio consiglio della giustizia e della pace, Flaminia Giovanelli, ha letto il testo dell’intervento preparato per l’occasione dal presidente del dicastero, il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, il quale, di ritorno dagli Stati Uniti, terrà giovedì 2 l’intervento introduttivo della conferenza. Bernd Nilles, segretario generale della Cidse, ha spiegato perché si è deciso di convocare a Roma la conferenza internazionale che vedrà la partecipazione di oltre duecento tra politici, scienziati, rappresentanti di organizzazioni cattoliche e della società civile: si vuole offrire «una cassa di risonanza all’enciclica e alimentare un dibattito per trovare soluzioni alternative». Ottmar Edenhofer, dell’Intergovernmental Panel on Climate Change, ha proposto una lettura dell’enciclica di Francesco nella quale viene messo in evidenza il fatto che questa non è semplicemente «un’enciclica ambientale» ma parla di una «sfida etica». La soluzione del problema scientifico ed etico sollevato dalla Laudato si’, ha detto Edenhofer, si può trovare solo «nella cooperazione internazionale» che preveda un franco e costruttivo «dialogo tra scienza, politica, economia e religione».

A tale riguardo, significativo è stato anche l’intervento conclusivo della giornalista e scrittrice canadese Naomi Klein. «Femminista, ebrea, laica», come lei stessa si è definita, Klein si è detta piacevolmente sorpresa dell’invito a partecipare alla conferenza. La sua testimonianza personale ha mostrato come le tematiche evidenziate da Papa Francesco nell’enciclica coinvolgano ogni persona indipendentemente dal credo religioso. La scrittrice si è detta «scioccata dal coraggio e dalla poesia dell’enciclica, commossa da un linguaggio che parla al cuore, conquistata dalla sua verità potente». L’auspicio, ha detto, è che questo vigoroso richiamo alle coscienze ci faccia rendere conto che «non siamo i padroni del mondo, ma stiamo scatenando forze naturali molto più potenti di noi», anche se «non è troppo tardi per cambiare la strada sulla quale l’umanità si è incamminata».

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10 dicembre 2019

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