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Cambio di nome

· ​L’ex Repubblica Jugoslava di Macedonia si chiamerà Macedonia del Nord ·

Il premier Zaev in parlamento a Skopje (Reuters)

Con il sì di ieri del parlamento di Skopje agli emendamenti costituzionali previsti dall’accordo sul nome con la Grecia dello scorso giugno, la ex Repubblica jugoslava di Macedonia si chiamerà d’ora in poi Macedonia del Nord. Una condizione posta da Atene per togliere il blocco che durante la disputa bilaterale protrattasi per ben 27 anni aveva chiuso la strada al paese della ex Jugoslavia per entrare a far parte della Nato e per avviare i colloqui di adesione all’Unione europea. Per l’entrata in vigore ufficiale dell’accordo sul nuovo nome serve ora solo la ratifica anche da parte del parlamento della Grecia, che appare scontato. Si tratta indubbiamente di un successo del premier socialdemocratico Zoran Zaev, grande sostenitore dell’intesa con la Grecia, avversata invece dall’opposizione conservatrice e nazionalista, che ha accusato il capo del governo di «tradimento» dell’identità nazionale macedone e di «capitolazione» dinanzi agli interessi di Atene.

Zaev, intervenendo in aula dopo il voto favorevole, ha parlato di decisione difficile, ma necessaria, sottolineando che l’accordo con Atene è il migliore possibile. Senza di esso, ha affermato, per Skopje sarebbe rimasta chiusa la porta di Nato e Ue. A favore degli emendamenti costituzionali, sui quali è stato necessario accogliere alcune richieste della influente minoranza albanese, hanno votato tutti gli 81 deputati presenti in aula, un voto in più della maggioranza dei due terzi richiesta (80 sul totale di 120 deputati), mentre i rappresentanti dell’opposizione hanno abbandonato l’aula.

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, e l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, si sono congratulati con il primo ministro macedone.

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26 giugno 2019

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