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Cambio di direzione

· ​All’udienza giubilare Papa Francesco ricorda la conversione ·

John Whitehead, «La vocazione di Zaccheo»

«Cambiare direzione di marcia e rivolgersi di nuovo al Signore»: è questo per Papa Francesco il significato più autentico della parola “conversione”. Lo ha ricordato durante l’udienza giubilare di sabato 18 giugno in piazza San Pietro. Commentando il brano del vangelo di Luca (24, 45-48) che narra di una delle apparizioni di Gesù risorto agli apostoli, il Pontefice vi ha individuato «il contenuto fondamentale della predicazione» che i testimoni di Cristo sono chiamati a «offrire al mondo», sintetizzabile in due parole: “conversione” e “perdono dei peccati”. Soffermandosi in questa circostanza sulla prima, Francesco ha spiegato che essa è «presente in tutta la Bibbia, e in modo particolare nella predicazione dei profeti». E secondo questi ultimi convertirsi vuol dire proprio «cambiare direzione di marcia» e «tornare al Signore».

Attualizzando quindi la riflessione, il Papa ha constatato come anche noi oggi «sentiamo l’esigenza di un cambiamento che coinvolga tutta la nostra persona». E con uno dei consueti esempi aggiunti a braccio al testo preparato, ha sottolineato come molte «volte ci diciamo: “Devo cambiare, non posso continuare così. La mia vita, per questa strada, non darà frutto, sarà inutile e io non sarò felice”». Ma «Gesù, accanto a noi, con la mano tesa ci dice: “vieni da me. Il lavoro lo faccio io: io ti cambierò il cuore, io ti cambierò la vita, io ti farò felice”». E rivolgendosi ai presenti Francesco ha chiesto: «Cosa pensate voi: credete in questo o no?», ottenendo in risposta un forte sì dai fedeli della piazza. Da qui l’invito a seguire «questo invito del Signore» e a non opporre «resistenze, perché solo se ci apriamo alla sua misericordia, noi troviamo la vera vita e la vera gioia».

La catechesi del Papa  

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20 aprile 2019

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