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Cambio ai vertici nella Corea del Nord

· In una rara sessione straordinaria del Parlamento ·

Il leader nordcoreano, Kim Jong-il, ha partecipato oggi a una rara sessione dell’Assemblea popolare suprema (il Parlamento), in cui sono stati effettuati dei cambiamenti al cuore del potere: il premier Kim Yong-il, che era ritenuto uno dei suoi collaboratori più stretti e suo quasi omonimo, è stato destituito. Al suo posto è stato nominato Choe Yong-rim, già a capo della sezione di Pyongyang del partito comunista. Jang Song-thaek, il cognato del caro leader nordcoreano, è stato invece eletto alla strategica posizione di numero due della Commissione nazionale di Difesa (Cnd), presieduta dallo stesso Kim Jong-il e da cui dipende direttamente l'armata popolare della Corea del Nord. La nomina è seguita a quella del nuovo premier, annunciata anch’essa dall'agenzia ufficiale Kcna.

La Corea del Nord ha inaugurato oggi una rara seconda sessione parlamentare dell’anno, nel pieno delle tensioni con Seoul in scia all’affondamento della corvetta sudcoreana Cheonan, nel mar Giallo, avvenuto il 26 marzo scorso e che ha causato la morte di 46 marinai. La Corea del Sud ha investito della questione il Consiglio di sicurezza dell'Onu che in questi giorni sta discutendo eventuali nuove sanzioni contro il regime comunista di Pyongyang.

L'Assemblea suprema del popolo nordcoreana, composta da 687 membri, solitamente si limita a ratificare le decisioni già prese dal leader Kim Jong-il, ma l’inconsueta apertura di una seconda sessione — dopo quella del 9 aprile scorso — ha suggerito ipotesi in merito a possibili temi d’urgenza da discutere. Il Parlamento di Pyongyang non aveva aperto i lavori due volte nello stesso anno dal 2003. Anche da Seoul la riapertura dei lavori parlamentari nordcoreani è stata seguita con interesse: «(il Parlamento del Nord) sta riprendendo la sessione con modalità assai rare — ha commentato un alto funzionario del ministero per l’Unificazione sudcoreano —. Staremo a vedere quali saranno i risultati».

Al momento, le notizie diffuse dai media del regime comunista di Pyongyang non hanno menzionato ruoli di responsabilità per Kim Jong-un, il terzogenito del dittatore comunista, considerato il suo successore: tra gli osservatori internazionali c’è la massima attenzione per intercettare anche minimi segnali che possano presagire al vociferato passaggio di potere a Pyongyang.

Intanto, il vice ministro degli Esteri sudcoreano, Chun Yung-woo, volerà domani alla volta di Pechino per una visita di due giorni, durante la quale cercherà di ottenere l’appoggio della Cina all’iniziativa di Seoul presso il Consiglio di sicurezza dell’Onu contro il regime comunista di Pyongyang, ritenuta responsabile dell’affondamento della corvetta Cheonan. La missione in terra cinese di Chun è stata annunciata oggi da Kim Young-sun, portavoce del ministero degli Esteri sudcoreano, confermando le indiscrezioni di stampa che davano il vice ministro degli Esteri in partenza per discutere con alti funzionari di Pechino sul caso Cheonan.

Chun all’inizio del mese si era già recato in missione negli Stati Uniti, parlando della questione con alcuni ambasciatori presso le Nazioni Unite. Venerdì scorso Seoul ha chiesto formalmente all'Onu di discutere nuove sanzioni contro Pyongyang, che un’indagine condotta da esperti internazionali accusa di aver affondato la Cheonan.

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