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Porre fine
alla cultura del silenzio

· La Chiesa in Francia di fronte alla pedofilia ·

Occorre porre fine alla cultura del silenzio, della passività e della sordità di fronte alla sofferenza delle vittima di abusi sessuali, e mettere in atto più mezzi umani e materiali per accoglierli meglio. È stata questa la parola d’ordine della quarta giornata di lavoro dei vescovi francesi riuniti in assemblea plenaria a Lourdes, mentre da qualche mese la Chiesa in Francia ha intensificato la sua politica di lotta contro la pedofilia in seno al clero, rispondendo così alle esortazioni di Papa Francesco sul tema. È stata anche l’occasione per valutare i frutti della cooperazione con le autorità civili avviata alcuni mesi fa dall’episcopato. Nella mattinata del 7 novembre, posta sotto il segno della preghiera e della penitenza per tutti i cattolici di Francia, e in particolare per i vescovi invitati a digiunare, è stata celebrata una messa nella basilica del Rosario. L’omelia è stata pronunciata da monsignor Luc Crepy, vescovo vescovo di Le Puy-en-Velay e responsabile della cellula permanente della lotta contro la pedofilia creata lo scorso aprile. Mentre il «Vangelo non transige su ciò che lede o disprezza la dignità di ogni uomo, e ancor di più quando si tratta dei più deboli», di questo male, ha riconosciuto, «noi vescovi possiamo essere stati complici, con il nostro silenzio, la nostra passività o la nostra difficoltà a intendere e a comprendere la sofferenze che pensavamo dimenticate in quanti in passato erano stati feriti nella loro carne».

da Lourdes
Charles de Peychperou

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17 ottobre 2019

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