Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Calma di fuoco al confine tra Libano e Israele

· Nuovi movimenti di truppe ·

Un incidente di frontiera riaccende la tensione tra Israele e Libano. Dopo gli scontri di ieri nella zona di Adaysse — uccisi quattro libanesi, tre soldati e un giornalista, e un ufficiale israeliano — questa mattina si registrano nuovi movimenti di truppe lungo la linea blu, il confine provvisorio tracciato dall'Onu nel 1949. Benjamin Netanyahu, premier israeliano, ha convocato una riunione del gabinetto di sicurezza per esaminare la situazione. L'esercito libanese — riferisce «Al Jazeera» — resta in stato d'allerta.

Tutto è iniziato nella tarda mattinata di ieri, proprio di fronte al villaggio di Adaysse. Alcuni militari israeliani hanno sconfinato per abbattere uno o più alberi. La versione è stata confermata dagli alti ufficiali dell'Unifil — la forza Onu dislocata nel Sud del Libano — secondo i quali l’operazione degli uomini di Tsahal serviva per installare delle telecamere e migliorare la visibilità. Il gesto ha innervosito i cecchini libanesi, che hanno cominciato a sparare, scatenando la reazione israeliana.

Ma le versioni divergono: secondo gli israeliani, gli alberi contesi erano sul territorio dello Stato ebraico, mentre secondo i libanesi si sarebbe trattato di un atto ostile, di uno sconfinamento provocatorio. Oggi l'Unifil ha comunicato che gli alberi si trovavano su territorio israeliano. Il Governo libanese ha confermato la valutazione, ammettendo che non c'è stata alcuna violazione israeliana. Il ministro dell'Informazione, Tareq Mitri, ha infatti dichiarato che l'azione di Tsahal «è avvenuta a sud della linea blu», pur ricordando che «in alcuni tratti le parti non concordano sul tracciato della linea e che ogni volta che succede qualcosa o che una delle due parti vuole operare a ridosso della linea è richiesto l’intervento degli uomini dell’Unifil».

Gli spari dei cecchini libanesi hanno ucciso un ufficiale di Tsahal e ferito altri militari. Subito dopo sono intervenuti gli elicotteri di Tsahal lanciando quattro razzi contro una postazione libanese. Nel villaggio di Adaysse è rimasto ferito un civile. Questa mattina i soldati di Tsahal sono riusciti a sradicare gli alberi contesi; le operazioni si sono svolte senza incidenti.

Durissime le reazioni dei Governi. Netta la posizione israeliana: per Netanyahu «il Governo libanese è direttamente responsabile per questa violenta provocazione». Israele ha risposto «e continuerà a rispondere a ogni tentativo di violare la calma lungo il confine settentrionale». Il presidente libanese, Michel Sleiman, ha invitato ad opporsi «alla violazione israeliana della risoluzione 1701». La Lega Araba ha condannato Israele per quelle che ha definito «inaccettabili provocazioni» della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Il premier libanese, il sunnita Saad Hariri, ha ricevuto il sostegno dell'Egitto in un colloquio con il ministro degli esteri del Cairo, Ahmed Abul Gheit. Siria e Iran hanno invocato la condanna dell'«aggressione israeliana» da parte della comunità internazionale. Il presidente siriano, Bashir Al Assad, ha detto che Damasco è pronta a offrire «ogni aiuto necessario» al Libano.

Il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si è riunito a porte chiuse nel pomeriggio. Al termine, l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vitaly Tchourkine, presidente di turno in agosto, ha letto un comunicato a nome del Consiglio precisando che i Quindici Paesi membri sono «profondamente inquieti».

Ma gli scontri di ieri sono stati un brutto colpo soprattutto per l'Amministrazione Obama, da mesi fortemente impegnata nel rilancio del processo di pace. Washington si è detta «estremamente preoccupata» per la situazione e ha chiesto ai due Paesi la massima moderazione. «Stiamo cercando di capire cosa sia successo», ha detto il portavoce del dipartimento di Stato americano, Philip Crowley. «La nostra più grande preoccupazione è che non si ripeta quanto è successo, di qualsiasi cosa si tratti; l’ultima cosa che vogliamo vedere è che questo incidente si estenda a qualcosa di più significativo». Sulla questione sono intervenute anche le cancellerie europee. «Ci auguriamo che si tratti di uno scontro isolato», ha detto oggi il ministro degli Affari esteri italiano, Franco Frattini.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE