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Calma apparente nello Yemen

· I ribelli sciiti rilasciano il capo dello staff presidenziale ·

Calma apparente, ma carica di tensione, nello Yemen. È stato liberato ieri Ahmed Awad Bin Mubarak, il capo dello staff presidenziale rapito a San’a una decina di giorni fa dai ribelli sciiti. Un episodio che aveva innescato giorni di instabilità politico-istituzionale, sfociate nelle dimissioni del capo dello Stato, Abdo Rabu Mansur Hadi — sunnita, sostenuto dall'Arabia Saudita e dal Consiglio di cooperazione del Golfo, alleato degli Stati Uniti nella lotta al terrorismo — e del primo ministro, Khaled Bahah.

Membri dei comitati popolari di sicurezza in Yemen (Afp)

Il rilascio è stato confermato dagli stessi ribelli sciiti, precisando che Mubarak è stato successivamente consegnato a tribù locali nella provincia meridionale di Shabwa. I ribelli sciiti huthi, che da quattro mesi controllano la capitale e varie zone del Paese, avevano rapito Mubarak, mentre era diretto al palazzo presidenziale, per impedire al capo dello Stato di procedere con la bozza di una nuova Costituzione che avrebbe diviso lo Yemen in sei Stati federali, iniziativa a cui gli huthi si oppongono strenuamente. La situazione nello Yemen rimane quindi molto tesa. Il timore degli osservatori internazionali è che si replichi lo stesso scenario di sangue da tempo presente in Libia e in Somalia. Una situazione esplosiva, in cui avrebbero campo libero gli scontri tra gli sciiti e il jihadismo qaedista sunnita, molto presente nel sud del Paese arabo.

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