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La politica della strada

· Dopo la visita al Parlamento di Strasburgo ·

Nel mio Paese, la Slovacchia, si usa dire: Host’do domu, Boh do domu, che si può tradurre: «Ospite in casa, Dio in casa». Dall’annuncio della visita di Papa Francesco al Parlamento europeo ho pensato che in quell’evento il proverbio slovacco si compiva fino all’ultima parola. È venuto a visitarci il Papa, che è il rappresentante di Cristo in terra, non solo per suo titolo ma anche per il suo esempio di vita. 

Ricordo, a tale proposito, un fatto accaduto durante l’omelia inaugurale di Papa Francesco, che il cardinale di New York, Timothy Dolan, ha raccontato in un’intervista. «Ero seduto accanto all’arcivescovo di Vienna, il cardinale Schönborn, che si è voltato verso di me piangendo. Mi ha detto: “Tim, quest’uomo parla come Gesù!”. Ho sorriso. “Sì, credo stia nel manuale di lavoro del Papa”».
A colpire il mondo non sono però solo le parole di quest’uomo, ma anche le sue opere. La società liberale, soprattutto attraverso i media, vuole vedere in esse un riscrivere la Bibbia e una rivoluzione nella dottrina della Chiesa, ma Papa Francesco non fa altro che predicare il bisogno di tornare a quelle fonti. Ha sempre presente la priorità evangelizzatrice della Chiesa. Non si tratta «di diminuire o togliere dei precetti, di rendere più facile questo o quello, ma di scendere in strada a cercare la gente, di conoscere le persone per nome», spiega.
Quindi, se oggi nel Parlamento europeo quest’uomo ha detto che — nonostante la grandezza e la forza dell’Unione — l’Europa dà «un’impressione generale di stanchezza, d’invecchiamento», se ha segnalato le sue dolorose carenze e i suoi problemi, non stava parlando di risultati di statistiche, di resoconti della stampa europea o di analisi dei programmi politici di gruppi diversi, ma di ciò che sentono le persone della strada, che lui veramente «cerca e si sforza di chiamare per nome».
Così, se rivolge la sua attenzione alla famiglia, che non ha mai ricevuto tanti attacchi come ora, se ci mostra la deplorevole situazione di quanti lottano contro la povertà, se ricorda come l’Europa “scarta” gli anziani e i malati, non lo fa come conservatore o liberale, e neppure come socialista o popolare. Sta traducendo ciò che sente e sperimenta la gente comune, che non affronta i propri problemi e le proprie difficoltà secondo l’orientamento politico.  

di Miroslav Mikolášik

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18 agosto 2019

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