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Bruxelles studia un piano di aiuti per la Grecia

· La questione sarà al centro del prossimo vertice straordinario dei leader dell'Ue ·

L'Europa è pronta ad aiutare la Grecia. Domani, giovedì, i leader dei ventisette Paesi dell'Ue si riuniranno a Bruxelles per decidere la strategia anticrisi. Possibile un meccanismo di prestiti bilaterali, dunque non proprio un piano di salvataggio — vietato dal Trattato di Maastricht — ma un insieme di aiuti coordinati. Il Governo tedesco sta valutando la possibilità di varare un pacchetto di interventi da presentare già oggi al vaglio del Bundestag. «Bisogna prendere le misure necessarie perché si possa fornire sostegno a un Paese», ha detto Olli Rehn, che da ieri, dopo il via libera del parlamento di Strasburgo alla nuova Commissione europea presieduta da José Manuel Durão Barroso, è il commissario agli Affari economici, sostituendo così Joaquín Almunia. «Stiamo parlando di sostegno nel senso ampio del termine», ha proseguito. «Sono certo che nei prossimi giorni vedremo delle decisioni in questo senso».

Oltre al dossier greco, sul tavolo dei ventisette capi di Stato e di Governo europei ci saranno questioni molto serie. Si tratterà, prima di tutto, di lanciare un messaggio chiaro ai mercati, dopo i ripetuti crolli delle scorse settimane. Un messaggio di serietà e di unità, in vista di una nuova strategia economica globale. Il timore prevalente, al momento, è quello di un possibile dilagare delle difficoltà greche e spagnole al resto della zona euro. Almunia stesso ha lanciato l'allarme, ieri a Strasburgo, parlando di «una situazione senza precedenti». Il caso del deficit di Atene «è grave», ha detto l'ormai ex commissario Ue agli Affari economici e monetari. L'impegno assicurato dal Governo di Papandreou potrebbe non bastare. Escluso, inoltre, l'intervento del Fondo monetario internazionale: «L'Europa può farcela da sola — ha detto Almunia — perché ha la capacità e gli strumenti per affrontare situazioni difficili». La nuova Commissione — ha spiegato Almunia — chiederà un aumento dei poteri di Eurostat, al fine di rendere l'agenzia in grado di vigilare meglio sui conti pubblici.

Dalla Germania, intanto, è giunta ieri sera la notizia che il Governo sta valutando un piano di aiuti ad Atene. Tuttavia, il portavoce dell'Esecutivo ha precisato che in merito non è stata presa alcuna decisione. Non si sa ancora se a quello di Berlino si affiancherà l'impegno della Francia. In ogni caso, l'intervento tedesco sarà accompagnato dall'erogazione di aiuti comunitari.

Intanto, sul piano sociale la situazione continua a essere molto tesa. I lavoratori del settore pubblico greco sono scesi oggi in sciopero contro i tagli salariali decisi dal Governo, paralizzando gli aeroporti e fermando scuole, ospedali, servizi postali e ministeri. Disagi parziali nei trasporti ferroviari interni. I voli da e per la Grecia sono bloccati: allo sciopero infatti aderiscono anche i controllori di volo e tecnici aeroportuali. Gli ospedali garantiscono solo il pronto soccorso. La protesta indetta dal sindacato Adedy, cui si è aggiunto il sindacato comunista Pame, paralizza inoltre, a causa delle manifestazioni, anche i centri delle principali città. La manifestazione è scattata ventiquattro ore dopo che il Governo centrale ha delineato le misure salariali, fiscali e pensionistiche nel quadro del piano di risanamento che deve portare il deficit greco sotto il tre per cento entro il 2013. Tali misure prevedono un congelamento generale dei salari per il 2010 e riduzioni delle indennità del dieci per cento, ministri compresi, esteso alle pensioni sopra i 2000 euro. Secondo i sindacati congelamenti e tagli significano una riduzione effettiva dei redditi dei lavoratori fra il 5 e il 15 per cento. Verrà introdotto anche un provvedimento per il rientro dei capitali all’estero. E sarà elevato di due anni il limite di età media pensionabile entro il 2015 ed equiparato quello tra donne e uomini entro il 2013.

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