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Bruxelles pronta a rivedere Schengen

· Diversi Paesi chiedono il prolungamento dei controlli alle frontiere per l’emergenza immigrazione ·

La Commissione Ue è pronta a considerare l’ipotesi di una sospensione duratura di Schengen in risposta all’emergenza immigrazione. A confermarlo è stata oggi la portavoce della Commissione, Mina Andreeva, comunicando che una decisione in merito verrà presa prima del 12 maggio. E questo — ha precisato la portavoce — a prescindere dalla lettera che Germania, Austria, Belgio, Francia, Danimarca e Svezia hanno intenzione di inviare oggi a Bruxelles per chiedere la possibilità di estendere il rafforzamento dei controlli di oltre sei mesi.

Una famiglia di migranti in una struttura di accoglienza in Serbia (Ap)

«Siamo consapevoli di questa presa di posizione» ha spiegato Andreeva incontrando la stampa, senza confermare l’arrivo della lettera in Commissione. A suo giudizio la richiesta degli Stati membri «è in linea con la strategia dell’esecutivo Ue per ripristinare il normale funzionamento del codice Schengen sulla libera circolazione delle persone entro fine anno». In base alla strategia di Bruxelles, ha ricordato la portavoce, si prevede che il 12 maggio, giorno in cui scadono i sei mesi di controlli straordinari reintrodotti dai sei Paesi firmatari della lettera, la Commissione presenterà la relazione sulla gestione delle frontiere esterne dell’Ue da parte della Grecia. In quell’occasione sarà chiarito se sussistono rischi o condizioni tali da giustificare un’eventuale estensione della sospensione delle regole di Schengen. La portavoce ha comunque riconosciuto che al momento in Grecia «ci sono ancora carenze da affrontare», ma ciò non implica che un’estensione dei controlli sia veramente giustificata. La sospensione duratura di Schengen non è però l’unico tema dell’agenda europea sull’immigrazione. Tra due giorni, dicono i media, la Commissione proporrà una riforma del regolamento di Dublino sul diritto di asilo. Due i punti allo studio: nuove quote di ricollocamenti e multe ai Paesi membri che si rifiutano di collaborare non accogliendo i migranti. Finora il regolamento di Dublino imponeva la responsabilità dell’accoglienza per lo Stato di primo approdo. Con la revisione, a ogni Stato dovrebbe essere conferita una quota massima, mentre i restanti saranno distribuiti. Intanto, sul terreno l’emergenza non accenna a diminuire. Secondo la polizia italiana, almeno trenta migranti sarebbero morti durante la fasi di soccorso in mare di un gommone in difficoltà nel Mediterraneo. La tragedia risale al 29 aprile scorso: il gommone è stato individuato e un mercantile si è avvicinato per prestare soccorso, ma nella ressa creatasi decine di migranti sono caduti in mare e sono affogati. Sono state recuperate finora solo due salme. I sopravvissuti e i cadaveri sono stati trasferiti su una nave militare tedesca e poi sulla nave norvegese che ha portato complessivamente 454 migranti nel porto di Pozzallo.

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15 ottobre 2019

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