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Bruxelles chiede misure antismog

· Scade l’ultimatum per nove paesi che rischiano di finire davanti alla Corte di Giustizia ·

È ormai giunto agli sgoccioli l’ultimatum dell’Unione europea a nove paesi membri — tra cui Italia, Francia, Germania e Spagna — per prendere nuove misure contro l’inquinamento atmosferico. Se entro questa sera non arriveranno sul tavolo del commissario all’ambiente Karmenu Vella provvedimenti «puntuali e credibili», scatterà infatti il rinvio davanti alla Corte di giustizia europea, dove sono già stati deferiti altri due paesi, Bulgaria e Polonia.

L’Italia sta ultimando «l’invio di un nuovo documento» ha fatto sapere il ministro dell’ambiente, Gianluca Galletti. Si tratta, ha spiegato, «dell’illustrazione di interventi, prevalentemente in materia di energia e mobilità, che non erano stati ancora portati a conoscenza della Commissione europea».

Vella aveva infatti convocato a Bruxelles lo scorso 30 gennaio un summit ad hoc con i ministri dei nove paesi che hanno procedure d’infrazione aperte a causa della cattiva qualità dell’aria. Dall’incontro, tuttavia, non è emerso nessun risultato. «Bisogna essere chiari: l’Italia e tutti gli altri otto paesi partecipanti al summit ministeriale hanno presentato suggerimenti positivi, ma non sufficientemente incisivi per cambiare l’intero quadro generale» ha dichiarato il commissario.

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26 febbraio 2018

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