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Bruxelles alza la voce sui dazi

· ​Il Consiglio Ue chiede l’esenzione completa dalle tariffe di Trump ·

«Il Consiglio europeo deplora la decisione degli Stati Uniti d’imporre dazi sull’importazione di acciaio e alluminio» in quanto «queste misure non possono essere giustificate sulla base della sicurezza nazionale e la protezione settoriale negli Stati Uniti è un rimedio inadatto ai reali problemi di sovraccapacità, su cui l’Unione ha già offerto agli Stati Uniti la sua piena cooperazione».

Sono parole dure quelle contenute nel comunicato finale del summit europeo a Bruxelles. Parole che segnano una profonda distanza da Washington dopo l’annuncio di nuove tariffe doganali su acciaio e alluminio da parte del presidente statunitense Donald Trump. «L’Ue non è la fonte di problemi globali nei settori di acciaio e alluminio, e quindi l’Ue e gli Stati Uniti devono affrontare tali questioni insieme» ha detto, sempre oggi, il commissario al Commercio, Cecilia Malmström. «Le discussioni tra alleati e partner non devono essere soggette a scadenze artificiali», ha aggiunto facendo riferimento alla decisione di Washington di un’esenzione temporanea per i paesi europei fino al primo maggio.
Il presidente del Consiglio, Donald Tusk, ha invece chiesto «l’esenzione permanente dai dazi». Il Consiglio — ha ricordato Tusk — «ricorda l’impegno a forti relazioni transatlantiche come pietra angolare di sicurezza, prosperità per Europa e Stati Uniti, e l’Unione sottolinea il sostegno al dialogo sulle questioni commerciali di mutuo interesse». Sulla stessa linea il premier britannico, Theresa May, per la quale «ci siamo trovati d’accordo sul fatto che è necessario che questa esenzione diventi definitiva per l’Ue». Nelle prossime sei settimane «avremo la possibilità di portare avanti le trattative con la parte americana in modo molto concreto» ha aggiunto il ministro dell’economia tedesco, Peter Altmaier.
Sempre nel comunicato finale del summit a Bruxelles, si legge che «i paesi membri sostengono con forza i passi intrapresi dalla Commissione per assicurare che gli interessi dell’Ue siano pienamente protetti e si riservano il diritto, nel rispetto delle regole del Wto [Organizzazione mondiale del commercio], di rispondere alle misure in modo appropriato e proporzionato». Un forte richiamo contro il protezionismo era stato lanciato ieri anche dal presidente della Bce (Banca centrale europea), Mario Draghi. Questi aveva indicato alcuni rischi a medio termine, per lo più esterni: deregulation finanziaria e un ritorno al protezionismo commerciale.
Bruxelles non è la sola a criticare le scelte dell’Amministrazione Trump. Anche Tokyo si prepara a rispondere. Il ministro dell’Economia e del commercio nipponico, Hiroshige Seko, ha definito la situazione «estremamente spiacevole» e ha indicato che continuerà «a lavorare per ottenere un’esenzione dall’imposizione dei dazi decisi dal presidente Trump». Seko ha sottolineato che «c’è la possibilità che alcuni prodotti vengano esclusi dalla maggiorazione delle tariffe commerciali». 

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