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Brutalità senza confini

· Attentato contro uno scuolabus nello Yemen ·

 La brutalità del terrorismo non conosce confini. Dopo il massacro di bambini in Pakistan anche nello Yemen c’è stata ieri una nuova strage di innocenti.

L’esplosione di un’autobomba a Radda (LaPresse/Ap)

Sedici bambini sono morti mentre stavano andando a scuola come ogni giorno a bordo di uno sgangherato pullmino nella provincia yemenita di Baida. Sono saltati in aria quando un’autobomba si è lanciata a tutta velocità contro il loro scuolabus fermo a un posto di blocco. Di loro (secondo alcune fonti erano tutte bambine e frequentavano le elementari) sono rimasti solo corpi dilaniati e bruciati insieme ai quaderni, alle penne e alle speranze. Altre undici persone hanno fatto la stessa fine.

Secondo i servizi di sicurezza yemeniti, nel sanguinoso attentato «Al Qaeda ha lasciato la sua impronta». L’organizzazione fondamentalista, nella stragrande maggioranza sunnita, sta subendo pesanti perdite a opera dei miliziani sciiti huthi, da un paio di mesi sempre più padroni della città di Rada e delle aree circostanti. L’attacco allo scuolabus sarebbe quindi una rappresaglia. Sullo scuolabus fatto saltare in aria c’erano infatti solo bambini sciiti. E il check- point nei pressi del quale il pullmino è stato attaccato era controllato da miliziani sciiti, che però non sono riusciti a fermare l’attentatore suicida e a salvare i loro figli.

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19 ottobre 2018

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