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Bruciati vivi nella baraccopoli degli schiavi

· Due migranti africani muoiono nel rogo in provincia di Foggia ·

Due migranti africani, originari del Mali, sono morti carbonizzati questa notte nell’incendio che si è sviluppato all’interno di una baraccopoli nelle campagne tra San Severo e Rignano Garganico, in provincia di Foggia, nel quale dal primo marzo erano in atto le operazioni di sgombero per «infiltrazioni criminali». Non si esclude il dolo.

Vigili del fuoco in azione nella baraccopoli (Ansa)

La dinamica dei fatti è ancora tutta da accertare. Stando a quanto riferiscono i testimoni, quando intorno all’una di notte si è sviluppato il rogo, che in pochi minuti ha avvolto numerose baracche, erano già presenti sul posto vigili del fuoco, carabinieri e agenti di polizia che stavano presidiando l’area. Tuttavia per due dei circa cento migranti che si erano rifiutati di lasciare la struttura non c’è stato scampo. Erano braccianti e temevano di perdere il lavoro nei campi se avessero lasciato la struttura. La tragedia riporta dunque sotto i riflettori la terribile piaga sociale del caporalato con tutti suoi effetti sociali e umani. In pochi minuti le fiamme, le cui cause sono ancora da accertare, hanno avvolto un centinaio di capanne — costruite per lo più in legno, plastica e cartone — aggredendo una superficie di circa cinquemila metri quadri e distruggendo tutto ciò che era all’interno. «Al momento — ha detto all’agenzia Ansa un ufficiale del vigili del fuoco intervenuto sul posto — non è possibile capire se si tratti di incendio doloso o meno, anche se questa è una delle ipotesi che stiamo valutando perché le fiamme nel campo si sono sviluppate in modo violento e improvviso».

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22 settembre 2019

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