Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Brexit al terzo voto

· ​Torna in aula a Westminster il piano May ma senza la dichiarazione sulle relazioni future ·

Bandiere sventolano all’esterno del Parlamento britannico (Ansa)

È arrivato il fatidico 29 marzo ma non è la giornata della Brexit. Nella fase di sospensione che si vive, oggi è il giorno del terzo voto sul piano di Theresa May, che in sostanza ha promesso di presentare le dimissioni pur di avere un’altra opportunità di voto sul suo piano, concordato a novembre scorso con Bruxelles, bocciato sia a gennaio che a febbraio. Ieri, infatti, è arrivato il via libera dello speaker della camera dei comuni, John Bercow, al terzo tentativo di ratifica. Bercow ha accolto la mozione presentata dal governo Tory «sostanzialmente diversa» dai voti precedenti. La Camera dei Comuni britannica, infatti, dibatterà e voterà la mozione che riguarda soltanto l'accordo per l'uscita del Regno Unito dall'Ue e non l'annessa dichiarazione politica sulle relazioni future.

Nelle due occasioni precedenti, l'accordo era stato presentato insieme alla dichiarazione politica. Ora scindendolo, il governo ha presentato una mozione che è diversa da quelle già votate e che risponde al test indicato dallo speaker della Camera John Bercow. Lo stesso Bercow ha dichiarato di ritenere la mozione «nuova», «differente» e «conforme».

Parlando alla Camera, il capo del gruppo conservatore alla Camera dei Comuni, Andrea Leadsom, ha spiegato che oltre che essere in linea con le richieste dello Speaker, è conforme anche ai termini del consiglio europeo che ha concesso al Regno Unito un'estensione al 22 maggio a condizione che venga approvato dal parlamento l'accordo di separazione. Nella sua dichiarazione, il presidente del consiglio europeo, Donald Tusk, non aveva fatto menzione anche della dichiarazione politica ed è proprio questo spiraglio che il governo di Londra cerca ora di sfruttare. L'Attorney general, Jeoffrey Cox, ha dichiarato legittima la procedura adottata dal governo. Intanto, il vertice del Labour ha confermato un voto contrario all'accordo sulla Brexit.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

25 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE