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Breve visita di un’abitante della nube di Oort

· Il 28 settembre la cometa Ison passerà radente al sole ·

A volte in astronomia i fenomeni più affascinanti sono quelli che non possiamo vedere. Un esempio è la nube Oort, una regione di piccoli oggetti ghiacciati che circonda il sistema solare, distante dal sole dalle duemila alle cinquantamila volte in più rispetto alla terra. Sono troppo piccoli e troppo deboli perché riusciamo a osservarli anche con i migliori telescopi. Tuttavia, abbiamo buone ragioni per credere che ci siano. Di tanto in tanto, l’orbita di uno di questi oggetti provenienti da lontano viene destabilizzata ed esso precipita nel sistema solare interno come cometa. È il caso della cometa Ison, una sfera di polveri ghiacciate che ha preso il nome dalla International Scientific Optical Network (Ison), programma di collaborazione astronomica internazionale, che l’ha scoperta nel settembre 2012.

Le comete a lungo periodo della nube di Oort possono impiegare molte migliaia di anni per completare un’orbita, quindi abbiamo una sola possibilità di studiarle quando si avvicinano abbastanza. Anche il loro tempo nel sistema solare interno è piuttosto limitato: quando arrivano, viaggiano talmente veloci che nel giro di pochi mesi sono già sulla via del ritorno.

Ison è una cometa radente; vale a dire che passerà molto vicina al sole. Nel suo passaggio più vicino, il 28 novembre, sarà cento volte più vicino al sole rispetto la terra. Gli occhi della comunità astronomica saranno fissi su di lei, specie quando incontrerà il sole da vicino. Poiché è stata scoperta relativamente presto per essere una cometa a lungo periodo, gli scienziati hanno avuto la rara opportunità di studiarla per oltre un anno e tempo in abbondanza per prepararsi all’incontro. Tra quanti hanno osservato la cometa, ci sono anche gli astronomi del Vatican Advanced Technology Telescope (Vatt) in Arizona, tra cui il gesuita, padre Jean-Baptiste Kikwaya, della Specula Vaticana.

La cometa Ison è stata abbastanza luminosa da poter essere vista a occhio nudo sin dalla metà di novembre e dovrebbe continuare a essere visibile per tutto dicembre, forse fino a inizio  gennaio. Il momento di maggiore visibilità, per coloro che risiedono nell’emisfero settentrionale, è previsto intorno alla metà di dicembre. Con il passare dei giorni, dovrebbe spostarsi verso nord nel cielo.

Dopo essere passata vicino al sole, Ison proseguirà per ritornare verso la nube di Oort, dove non giungerà che tra qualche migliaio di anni, sempre che vi arrivi. Mentre si allontanerà dal sole, l’alone e la coda si dissolveranno e la cometa diventerà più debole, finché non sarà più visibile nemmeno con i telescopi. Questa breve visita di un’abitante della nube di Oort, ai confini più esterni del sistema solare, ci ricorda che, per tutte le meraviglie dell’universo che possiamo vedere, ce ne sono tante altre che sono fuori dalla portata della nostra vista.

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