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Brennero della discordia

· Europa divisa sulla barriera austriaca anti-immigrati ·

Fa discutere la decisione austriaca di costruire una barriera anti-immigrati al punto confine del Brennero. «Stiamo chiedendo di verificare se il comportamento dell’Austria risponda o meno alle regole di Schengen e al codice Schengen. Ma in realtà noi pensiamo, e lo diciamo con grande tranquillità e senza nessuna presunzione, che ci sia il rischio che non risponda ad una regola aurea, che è la regola del buon senso» ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano. L’Austria «è un Paese amico con il quale mi auguro si possa continuare a collaborare, ma dal quale non possiamo accettare la logica di gesti unilaterali che comprometterebbero questa capacità di collaborazione» ha detto il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni. Da Vienna, tuttavia, nessuno spiraglio di ripensamento: «Finché la protezione dei confini alle frontiere esterne dell’Unione europea non sarà assicurata, è politicamente necessario e giusto per l’Austria prendere i passi giusti» ha spiegato il cancelliere austriaco, Werner Faymann. Nel frattempo, il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, è tornato oggi a difendere l’accordo tra Turchia ed Europa sul ricollocamento dei profughi. L’accordo è stato fatto «per evitare l’orrendo traffico di esseri umani che pagano cifre enormi alle organizzazioni criminali per attraversare il mare e arrivare in Europa». Non possiamo — ha aggiunto — «chiedere a una manciata di Paesi di affrontare la crisi da soli: occorre una maggiore condivisione delle responsabilità». Parole alle quali si è unito il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, per il quale «dobbiamo mostrare solidarietà all’Italia». Il timore è che un ulteriore irrigidimento dei controlli possa peggiorare nettamente l’emergenza, con la saturazione dei centri di registrazione italiani.

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14 ottobre 2019

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