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​Brecce aperte nei muri

· ​Ai vescovi ordinati durante l’anno Papa Francesco affida la missione di andare in cerca dei lontani ·

Globalizzazione, migrazioni, ambiente e lavoro, sfide drammatiche da affrontare

In cerca degli indifferenti e dei lontani per «aprire una breccia nel murato perimetro con cui gelosamente tutelano la propria autarchia»: è la missione indicata da Papa Francesco ai presuli ordinati durante l’anno, che partecipano a un incontro promosso dalle Congregazioni per i vescovi e per le Chiese orientali.

Durante l’udienza svoltasi giovedì mattina, 10 settembre, nella Sala Clementina, il Pontefice ha raccomandato ai pastori di non sottrarsi alle «sfide drammatiche» che oggi investono il mondo: tra queste, la globalizzazione, che «avvicina ciò che è lontano e d’altra parte separa chi è vicino», e le migrazioni; ma anche la cura dell’ambiente naturale, «giardino che Dio ha dato come abitazione all’essere umano e alle altre creature e che è minacciato dal miope e spesso predatorio sfruttamento», e il lavoro, «di cui sono prive generazioni intere, ridotte a statistiche». Nelle preoccupazioni del Papa, inoltre, l’inaridimento dei rapporti umani, la «deresponsabilizzazione diffusa», lo «smarrimento di tanti giovani» e la «solitudine di non pochi anziani». Per Francesco, in sostanza, «nessun ambito della vita degli uomini va escluso dall’interesse del cuore del pastore», il quale deve guardarsi dal «rischio di trascurare le molteplici e singolari realtà» del gregge affidatogli.

In questo senso il Pontefice ha chiesto ai presuli di farsi «vescovi pedagoghi, guide spirituali e catechisti» per quanti frequentano le comunità cristiane, lasciandosi trascinare dalla gioia, senza la quale — ha ammonito — «il cristianesimo deperisce in fatica, in pura fatica». Nei confronti dei battezzati che non vivono le esigenze del Vangelo il compito del pastore, secondo Francesco, dev’essere quello di riscaldare i cuori con le parole ma soprattutto «con l’ascolto umile e disinteressato», per aiutarli «a riconoscere il loro Signore, affinché abbiano la forza di tornare a Gerusalemme». Quanto ai lontani, infine, l’invito del Papa è stato esplicito: «Andate nella loro direzione, fermatevi davanti a loro e guardate, senza paura o soggezione, su quali alberi si sono arrampicati. Non abbiate paura di invitarli a scendere subito, perché il Signore vuole entrare, proprio oggi, nella loro casa. Fate loro capire che la salvezza passa ancora sotto l’albero della loro vita, e affrettatevi ad incamminarvi verso la loro abitazione, a volte piena di cose svuotate di senso».

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19 novembre 2019

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