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Brasile al ballottaggio

· Alle presidenziali netta affermazione di Jair Bolsonaro che non riesce però a evitare il secondo turno ·

Che il Brasile fosse un profondamente diviso lo si era capito dalle ultime accesissime settimane di campagna elettorale. Ma ora, all’indomani del primo turno delle presidenziali che ha confermato l’ascesa di Jair Bolsonaro nel panorama politico del paese latino-americano, si possono perfino delineare i “confini” del voto. L’analisi territoriale mostra infatti che l’ex militare esponente del Partito social-liberale ha vinto in tutti gli stati produttivi, sia agricoli che industriali, del centro e del sud. Il candidato del Partito dei lavoratori (Pt) Fernando Haddad si è invece affermato negli stati più poveri del nord-est, quelli cioè cha maggiormente hanno beneficiato dei programmi sociali avviati dai governi a guida Pt.

Complessivamente Haddad ha ottenuto poco meno del 30 per cento dei voti, mentre Bolsonaro ha ottenuto il 46 per cento dei consenti, ben 10 punti in più di quanto indicato dagli ultimi sondaggi. La vittoria del candidato di destra al ballottaggio in programma il 28 ottobre appare a questo punto molto probabile, anche perché Haddad non pare in grado di addensare intorno a sé il voto degli elettori di centro-sinistra.

Ciro Gomes, del Partito democratico laburista, che ha puntato a raccogliere il dissenso tra gli elettori di sinistra che non si identificano nel Pt, ha ottenuto solo il 12 per cento dei consensi. Sommando i voti raccolti al primo turno, Haddad e Gomes superano appena il 40 per cento e non è nemmeno detto che i due giungano a stringere un’alleanza per contrastare Bolsonaro al ballottaggio. Anche perché non è assolutamente scontato che gli elettori della sinistra più moderata votino per il candidato del Pt, Partito verso il quale si registra un forte risentimento dopo gli scandali per corruzione che hanno travolto la classe politica al potere negli ultimi anni.

Il simbolo del declino del Pt è Dilma Rousseff, pupilla del fondatore Lula da Silva — in carcere per scontare una condanna a dodici anni per corruzione passiva — e presidente del Brasile per due mandati fino alla sospensione e al successivo impeachment decretati dal Congresso nel 2106. Rousseff che nel ballottaggio del 2104 aveva raccolto il 51 per cento dei voti, non è riuscita ieri a farsi eleggere a un seggio del senato per lo stato del Minas Gerais. In Brasile, oltre che per eleggere il presidente, si votava ieri infatti per il rinnovo del Congresso nazionale.

Complessivamente, l’astensione, i voti in bianco e i suffragi annullati sommano il 29 per cento del totale, ma va sottolineato che per Jair Bolsonaro si sono espressi quasi 50 milioni di brasiliani, i quali hanno voluto credere alle promesse elettorali del candidato di destra che ha fatto della lotta dura alla criminalità la sua bandiera.

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17 luglio 2019

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