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Brahimi rinuncia

· Ban Ki-moon accetta le dimissioni dell’inviato in Siria ·

Damasco, 14. Il sostanziale fallimento delle iniziative internazionali per porre fine al conflitto in Siria si è reso evidente ieri con le dimissioni di Lakhdar Brahimi dall’incarico di inviato speciale dell’Onu e della Lega araba.

 Il Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, nell’annunciare di avere accettato la rinuncia di Brahimi — che manterrà l’incarico fino al 31 maggio — ha ricordato che il diplomatico algerino «è da tempo riconosciuto come uno dei più brillanti negoziatori del mondo», sottolineando che «le sue dimissioni sono un fallimento per tutti noi».

Brahimi era subentrato nell’incarico due anni fa all’ex Segretario dell’Onu Kofi Annan, che si era a sua volta dimesso dopo sei mesi di vani sforzi.

Non è chiaro quali saranno i prossimi passi delle Nazioni Unite, ma Ban Ki-moon ha sottolineato che ora ha bisogno di un po’ tempo per scegliere il successore di Brahimi, il cui compito si è rivelato quasi impossibile per le condizioni in cui si è trovato a operare, con una comunità internazionale profondamente divisa.

E tali divisioni sono emerse ancora ieri anche tra Paesi alleati, quali Stati Uniti e Francia, come ha mostrato l’incontro a Washington tra il ministro degli esteri francese, Laurent Fabius, e il segretario di Stato americano, John Kerry. 

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16 luglio 2019

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