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Braccio di ferro
sui migranti

· Negato l’approdo in Italia anche alla nave Alan Kurdi ·

Una motovedetta della Guardia di finanza ha notificato al comandante della nave Alan Kurdi, di proprietà della ong Sea Eye, il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque territoriali italiane. A riferirlo sono fonti del Viminale. In precedenza, attraverso un tweet, l’equipaggio della nave aveva spiegato di essere in rotta verso Lampedusa con 65 persone a bordo, essendo questo «l’unico porto sicuro». «Non siamo intimiditi da un ministro dell’interno — si legge nel messaggio — ma siamo diretti verso il più vicino porto sicuro. Si applica la legge del mare, anche quando qualche rappresentante di governo rifiuta di crederlo». Dall’organizzazione Sea Eye questa mattina hanno fatto sapere che 70 città tedesche hanno comunicato di essere disposte ad accogliere i migranti ospitati a bordo della Alan Kurdi. Intanto è ancora stallo nella vicenda che riguarda la barca Alex della ong Mediterranea, a cui analogamente all’Alan Kurdi, è stato negato l’approdo sulle coste italiane. In tredici, dei 54 naufraghi recuperati dal natante a vela, sono stati fatti scendere, date le condizioni di salute in cui versavano. Gli altri, secondo quanto riferisce l’equipaggio, sono comunque in condizioni estremamente difficili. Ieri da Malta era arrivata la notizia secondo la quale l’isola era pronta ad accogliere i migranti in cambio però del trasferimento in Italia di altre 55 persone già presenti sul suo territorio. Secondo La Valletta c’era già un accordo con il governo italiano e una nave militare era in procinto di raggiungere l’imbarcazione. Tuttavia, né Roma né l’equipaggio della Alex hanno confermato le notizie provenienti da Malta. Il personale della ong ha anche fatto sapere che la rotta verso l’isola è improponibile, dato che l’imbarcazione si trovava a cento miglia di distanza e, appunto, le condizioni delle persone trasportate si fanno di ora in ora più drammatiche, complice anche il gran caldo di questi giorni.

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19 agosto 2019

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